Donne di potere

LA REGINA HETEPHERES

L’unica immagine esistente di Hetepheres I, ricostruita da George Andrew Reisner e pubblicata nel suo libro “A history of the Giza necropolis. Vol. 2: The tomb of Hetep-Heres, the mother of Cheops: a study of Egyptian civilization in the Old Kingdom”. Completed and revised by William Stevenson Smith, Oxford University Press 1955, Fig. 30. Immagine di pubblico dominio a questo link: https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=29736167

La potente regina Hetepheres I fu l’anello di congiunzione tra la III e la IV dinastia, in quanto era verosimilmente figlia di Unis, ultimo re della III dinastia, sorellastra e moglie del suo successore Snefru (fondatore della IV) e madre del grande Cheope.

Snefru, riconoscibile dal suo cartiglio e dal titolo di Re dell’Alto e del Basso Egitto incisi al centro della cintura, con indosso la corona bianca dell’Alto Egitto e un collare. Statua in calcare proveniente da Dahshur. Ora al Museo Egizio del Cairo. JE 98943. https://egypt-museum.com/statue-of-king-sneferu/

Il suo nome ed i suoi titoli sono stati desunti dai pochi frammenti di iscrizioni sopravvissuti sul mobilio in legno ormai decomposto che si trovava nella tomba individuata come G7000X, sita nell’area orientale della piana di Giza, accanto alla Grande Piramide ed alla piccola piramide satellite a lei attribuita e classificata con la sigla G1A.

Necropoli di Giza durante l’Antico Regno, vista aerea (Golvin, 2019)
La tomba di Hetepheres I si trova a poca distanza dall’angolo anteriore destro della prima delle tre piramidi delle regine di Cheope più vicina alla rampa processionale, come si vedrà in seguito a lei attribuita.
https://www.researchgate.net/…/Giza-Necropolis-during…

Ella fu Madre del Re, Madre del re delle due terre, Ancella di Horus, Figlia del corpo del dio, Figlia del Dio (conferitole dal padre e mantenuto anche in seguito).

Della regina esiste una sola immagine, ricostruita da George Raisner sulla base di quanto rimaneva del disegno originario, tracciato su di un pannello ligneo in pessime condizioni rinvenuto nella tomba.

Snefru la prese in moglie perché forse sua madre Meresankh era una concubina di Unis e non aveva sangue reale, e per rafforzare il suo diritto al trono egli aveva bisogno di una regina di purissimo lignaggio, che ottenne ancora più prestigio alla nascita dell’erede al trono Cheope, che provvide in seguito alla sua mummificazione, alla sepoltura ed a fornirle un lussuoso corredo funerario, cosi’ come provano alcuni sigilli della Casa di imbalsamazione del sovrano recuperati nella sua camera funeraria.

La famosa statuetta raffigurante Keope, oggi al Museo Egizio del Cairo. Foto: Chipdawes

La tomba di Hetepheres I è l’unica sepoltura reale dell’Antico Regno rinvenuta inviolata, e gli straordinari oggetti rinvenuti in essa, sapientemente restaurati (ne parleremo diffusamente in seguito), offrono un’immagine vividissima dello stile di vita della famiglia regnante dell’epoca.

La scalinata che porta alla tomba a pozzo G7000x di Hetepheres I a Giza. Foto scattata nel 1925 da Mohammedani Ibrahim (†1939) a questo link:
https://commons.wikimedia.org/…/File:Hetepheres…

Lo straordinario ritrovamento avvenne in modo del tutto casuale nel 1925 ad opera della spedizione del Museum of Fine Arts di Boston guidata da George Reisner: il fotografo egiziano Mohammedani Ibrahim, che per trent’anni lavorò con Reisner per documentare le campagne di scavo realizzando oltre 9000 fotografie, stava scattando delle immagini nei pressi delle piramidi delle regine di Cheope, quando il terreno sul quale aveva appoggiato il cavalletto cedette rivelando uno strato di gesso bianco, di sicuro opera dell’uomo.

Il re Snefru assiso in trono con indosso la veste bianca reale dell’Hed-Seb: dal suo tempio funerario di Dahshur, ora al Museo Egizio del Cairo.
Fotografia di Juan R. Lazaro rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione 2.0 Generica, a questo link:
https://it.wikipedia.org/…/File:Snefru_hed-seb_festival…

Gli scavi condotti in loco riportarono alla luce un tratto di scale che sfociava nell’imboccatura di un pozzo, in origine occultato sotto il pavimento costruito davanti al tempio funerario di Cheope….il seguito alla prossima puntata!

Piana di Giza 1925. La spedizione guidata da George Reisner fa una scoperta eccezionale…. un fotografo cerca il punto migliore per scattare le foto alle piramidi , dove ha appoggiato il cavalletto la terra cede e mette a nudo uno strato di gesso bianco, indizio sicuro che là sotto c’è qualche cosa costruita dall”uomo…… Si inizia a scavare, si trova un pozzo, nove metri sotto si trova una nicchia dove sono custodite alcune giare e un cranio di toro avvolto in una stuoia, certamente un’offerta rituale. Il 7 marzo del 1925, gli uomini scoprono una piccola stanza scavata nella roccia: alla debole luce di una candela Alan Rowe vede un sarcofago di alabastro e un luccichio di oggetti d’oro.Numerose suppellettili costituiscono un corredo funebre molto prezioso su cui campeggia il cartiglio faraone Snefru.Fra i reperti un baldacchino, un letto con testata, due sedie ricoperte d’oro, vasi d’oro e di rame, una splendida portantina, un cofanetto in legno dorato pieno di bracciali, piatti e coppe d’oro, un astuccio in cuoio per bastoni da passeggio, diversi scrigni in legno. Un recesso sigillato nella parte ovest, ospitava una cassa canopica di alabastro, poggiata su una piccola slitta di legno. L’apertura del sarcofago non avviene immediatamente, bisogna aspettare il 3 marzo 1927, ma è una grande delusione…… il sarcofago è vuoto. Sugli oggetti viene letto il nome della regina Hetepheres che viene subito identificata come moglie di Snefru e madre di Cheope.La domanda spontanea è : dove si trova il corpo della regina? Reisner ipotizzo’ che Hetepheres fosse morta dopo il suo sposo e che Cheope l’avesse sepolta a Dahshur, in prossimità delle due piramidi di Snefru. Probabilmente i ladri erano poi entrati nella tomba riuscendo a sottrarre la mummia per spogliarla dei gioielli e Cheope, al quale era stato tenuto nascosto il terribile evento, aveva dato ordine di riesumare le spoglie della madre e di trasferirle in una sepoltura a Giza. Nella tomba scavata nella roccia dell’altopiano di Giza sarebbero quindi stati trasferiti solo il sarcofago vuoto, i vasi canopi e l’elegante corredo con gli splendidi gioielli giunti fino a noi per farci immaginare le fattezze e la vita della regina scomparsa.

Lo straordinario corredo funerario e i gioielli della regina Hetepheres.I manufatti sono stati restaurati da Hagg Ahmed Youssel.I reperti furono spartiti tra il Museo Egizio del Cairo e il Museum of Arts di Boston.

Fonti: Enciclopedia Egitto della Fabbri Editori Autore Maurizio Damiano. I Tesori delle Piramidi di Zahi Hawass.

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LA REGINA NITOCRIS

Morto il re Pepi II, ebbe come come successore Merenra II. Questo sovrano, estremamente effimero, poiché regnò un solo anno, sarebbe stato il marito della regina Nitocris che, secondo Manetone, fu l’ultima sovrana della VI Dinastia e che il Canone di Torino registra, subito dopo Merenra II, come “re dell’alto e del Basso Egitto”.

Le notizie fornite da Manetone dicono di lei:

Nitocris era la più nobile e la più amabile delle donne della sua epoca….. era chiara di pelle e aveva le guance rosse“,

Erodoto ( Storie II, 100) aggiunge, che la regina si suicidò gettandosi in una stanza piena di cenere dopo aver fatto massacrare gli invitati di un banchetto, da lei organizzato, essi erano infatti i colpevoli dell’assassinio del “fratello” (probabile allusione allo sposo, Merenre II).

Qualche autore mette in dubbio, non solo le asserzioni citate, ma anche l’esistenza della stessa regina. Vari documenti, fra cui il Papiro dei Re di Torino, sembrano comunque accertare la sua esistenza, anche se il frammento che la riguarderebbe, su questo papiro è di lettura incerta, perché danneggiato e la sua collocazione alla fine della VI Dinastia è dubbia. Per molti egittologi pare accertata quanto meno la sua presenza.

La regina, forse regnò per 12 anni. Ciò in cui tutte le fonti concordano è il fatto che con questa regina-faraone si chiudono la VI Dinastia e l’antico Regno.

Di questa regina non vi sono statue o dipinti che la raffigurano, almeno con certezza.

Fonti: Storia dell’antico Egitto di Nicolas Grimal.

Testi scritti da Maurizio Damiano.

Fotografia di Nico Pollone.

Il riscontro delle citazioni dei vari elenchi di re.

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LA REGINA MERNEITH

Di Grazia Musso

La prima regina faraone è Merneith (epoca Thinita, I Dinastia 3040 – 3030). Vi è incertezza sul ruolo di questa donna: regina o donna faraone? Regnò dopo il marito e prima del figlio? Personaggio misterioso e controverso il cui nome è noto da vari documenti e dalla stele della regina, visibile nelle immagini.

Merneith occupò senza dubbio un posto importante sotto la I Dinastia. Sono note due grandi tombe con caratteristiche regali e recanti il suo nome, a Sakkara e ad Abydos, come per i re della I Dinastia.

Questo è ciò che si sa con certezza. Per il resto tutto è in dubbio, persino sul suo sesso. Inizialmente non ci furono certezze: il nome, infatti, fu trovato sotto forma maschile Mr nit – Merneith (amato da Neith), ma poi fu riveduto anche in forma femminile Mr nit- Mer (it) Neith (amata da Neith). In genere, però, i nomi teofori composti con Neith appartenevano a donne. L’ipotesi maggiormente probabile è che si sia trattato della madre di Den, quinto sovrano della Prima Dinastia, e che abbia avuto il rango di reggente.

Il nome di Merneith compare in una lista di governanti riportata sulla Stele di Palermo ed è noto da un sigillo scoperto nella tomba di suo figlio Den. In questo sigillo Merneith ricopre il titolo di madre del re.

La prova più importante dell’esistenza e del ruolo di Merneith si trova nelle tombe reali maschili di Abydos. La tomba Y è un complesso che appartiene proprio a Merneith. Elementi con il suo nome sono stati trovati nella mastaba numero 3503, tra essi vasi in pietra e altro. (by Nico Pollone)

Fonti: Le donne dei faraoni di Cristian Jacq. Foto del cartiglio, Antico Egitto di Maurizio Damiano.

Donne di potere

INTRODUZIONE

Nell’Egitto faraonico la donna occupava una posizione del tutto straordinaria, rispetto non solo alla cultura greco-latina, ma persino alla società del XIX secolo, tanto che i primi greci che visitarono il Paese rimasero scandalizzati dall’autonomia di cui essa godeva.

Dalle origini della monarchia e fino all’epoca tolemaica, infatti, la donna beneficiò di una situazione di assoluta parità civile, politica e religiosa rispetto all’uomo ed aveva i medesimi diritti in quanto le differenze di status tra un soggetto ed un altro non dipendevano dal sesso ma dalla classe sociale della quale facevano parte.

Gli Egizi, infatti, credevano che uomo e donna fossero complementari e parimenti indispensabili per salvaguardare l’ordine e l’equilibrio nel Paese ed impedire che le forze del caos avessero il sopravvento; i ruoli di comando sia nel settore pubblico che nella famiglia erano di solito rivestiti dagli uomini, ma le donne non dovevano stare recluse fra le mura domestiche, li sostituivano in loro assenza anche in mansioni di responsabilità ed erano veri e propri soggetti giuridici.

Ciò significa che potevano essere titolari di diritti e che potevano esercitarli in modo del tutto autonomo, stipulando contratti personalmente senza dover sottostare alla volontà di un tutore che di solito era il padre o il marito; disponevano di proprietà che potevano trasmettere ai loro eredi, avevano accesso alle scuole di palazzo o del tempio e grazie all’istruzione ricevuta potevano ricoprire incarichi pubblici, entrare a far parte del personale di corte o divenire nutrici dei figli del re; inoltre potevano promuovere giudizi o testimoniare in tribunale.

Alcune donne conquistarono il trono regnando come faraoni, altre divennero Grandi Spose Reali e rivestirono in campo diplomatico e politico un ruolo determinante in tutta la storia dell’Antico Egitto; altre ancora, soprattutto dopo la XXVI dinastia, ebbero incarichi nell’amministrazione statale ed infine le tebane Divine Spose di Amon (o “Divine Adoratrici di Amon”) ottennero grande potere in ambito religioso ed a far tempo dalla XXV dinastia anche in quello politico, tanto che il loro nome venne iscritto in un cartiglio come quello di un sovrano.

Insieme ripercorreremo le tracce lasciate nella storia dalle più grandi regine del mondo allora conosciuto, che seppero conquistarsi il rispetto dei propri contemporanei e che segnarono un percorso di una ricchezza e di uno splendore a tutt’oggi ineguagliati; cercheremo altresì di riportare in vita personaggi femminili resi ormai evanescenti dalle nebbie del tempo, ma che seppero conquistare un ruolo preminente in una società quasi esclusivamente al maschile.

Andare alla scoperta delle donne di potere egizie sarà un’avventura affascinante e ricca di sorprese: la prima star di questa rubrica sarà la regina Neithotep della I dinastia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Donne_nell%27antico_Egitto

https://mediterraneoantico.it/…/la-donna-nellantico…/

https://fathom.lib.uchicago.edu/1/777777190170/

https://www.worldhistory.org/…/donne-nellantico-egitto/