Oro, lapislazzuli e pasta vitrea blu, verde e rossa; 7 x 5 cm, Museo Egizio del Cairo JE 72172
Questo pettorale, che ricorda lâiconografia classica egizia, vede al centro uno scarabeo che spinge il disco solare di fronte a sĂŠ mentre due urei sembrano âemergereâ dal sole a cui sono ancora collegati con le rispettive code.
Un confronto famoso: il pettorale con urei di Tutankhamon, Museo Egizio del Cairo JE 61899. In questo caso il cartiglio del Faraone sostituisce il disco solare, che incorona invece i due urei al posto della corona dellâAlto Egitto
Entrambi gli urei indossano la corona bianca dellâAlto Egitto ed hanno il cappuccio decorato con pasta vitrea blu e rossa. Il loro corpo passa attraverso un anello âshenâ (potere).
La base del pettorale, formata da una seconda lamina incernierata alla prima, è decorata con tre fiori di loto aperti e due boccioli, insieme a sei dischi dâoro.
Gli stessi motivi sono incisi sul retro del pettorale.
La foto originale di Montet con, a sinistra, il retro inciso del pettorale e lâinserzione della collana, sempre ovviamente in oro. Da notare il dettaglio di torace ed addome dello scarabeo
La collana si inseriva in un anello dietro lâunione tra lo scarabeo ed il disco alato.
Questo pettorale, come quello con la barca solare, è stato ritrovato sulla mummia di Sheshonq II agganciato al pettorale con lo scarabeo alato che abbiamo visto precedentemente
Fonti:
Pierre Montet, La nĂŠcropole royale de Tanis (Parigi, 1951):
Pierre Montet, Les constructions et le tombeau de Psousennes Ă Tanis (1951)
Tanis: tesori dei faraoni, Henri Stierlin e Christiane Ziegler , Seuil, 1987
Tesori d’Egitto – Le meraviglie del Museo Egizio del Cairo, Francesco Tiradritti
Chi ritiene che lâunico merito nella vita di Tutankhamon sia stato quello di morire ed essere sepolto chissĂ cosa può pensare di Sheshonq II.
Di lui non sapevamo assolutamente niente prima della scoperta del suo sepolcro da parte di Pierre Montet, e non è che dopo ne abbiamo saputo molto di piÚ.
L’interno della NRT-III appena scoperta. A destra la testa della bara d’argento di Sheshonq II
Non sappiamo neanche quando esattamente abbia regnato. Viene considerato il secondo del suo nome soltanto perchĂŠ nella sua tomba sono stati ritrovati due bracciali con il cartiglio di Sheshonq I ed un pettorale che fa riferimento ad un titolo (âGrande capo dei Maâ, una tribĂš libica) utilizzato anchâesso da Sheshonq I. Per il resto, piĂš nebbia che nella Pianura Padana a novembre. Potrebbe essere quindi il terzo sovrano della XXII Dinastia, succeduto probabilmente ad Osorkon I od associato al trono con questâultimo per (forse) 3-5 anni. Si tratterebbe di uno dei tre Faraoni non identificati collocati da Manetone tra Osorkon I e Takelot I. Potrebbe essere il Gran Sacerdote di Amon, Sheshonq C, figlio di Osorkon I, elevato a coreggente. Tanti âpotrebbeâ, nessuna certezza finora.
Pierre Montet subito dopo aver visto âuna bara d’argento con la testa di falco. Sembrava intatto. Attraverso una fessura si vedeva l’oro che brillava dentroâ. Era il faraone Shoshenq II, la prima tomba di un faraone egiziano trovata intatta, e fino ad allora un faraone sconosciuto.
Lâipotesi della coreggenza è alimentata dal ritrovamento di una mummia dellâepoca sulle cui bende vengono riportati gli anni 3 / 33, in cui il â33â sarebbe riferito ad Osorkon I (che regnò 35 anni) ed il â3â a Sheshonq II. Ma le due datazioni non sono sulla stessa benda, per cui la coreggenza rimane unâipotesi a tuttâoggi.
Il fatto che i cartigli sul sarcofago, sui canopi e sui gioielli ritrovati ci sia il nome di intronizzazione di Heqakheperre (Ra è il signore delle trasformazioni) fa pensare che sia stato un Faraone con pieni poteri e non solo un coreggente. Lâesame autoptico effettuato dal Prof. Derry ha evidenziato unâetĂ apparente di 50 anni al momento della morte, quindi confermando la possibilitĂ teorica di una coreggenza con Osorkon I ed un eventuale periodo indipendente alla morte del suo predecessore. Derry ha anche identificato la causa della morte in una sepsi susseguente ad una ferita alla testa, di cui però non conosciamo lâorigine.
La bara dâargento con i vasi canopi, illustrati qui
Ă probabile che Sheshonq II sia stato sepolto in unâaltra tomba adiacente, ma che i lavori effettuati da Osorkon II per la costruzione della propria sepoltura abbiano danneggiato o fatto crollare quella di Sheshonq II costringendo i sacerdoti di Tanis ad unâaltra inumazione nella parte del Vestibolo della tomba di Psusennes I. Scrisse Derry: âA quanto pare l’acqua era penetrata anche nella tomba di Sheshonq Heqakheperre ed era entrata anche nella bara d’argento del re. Di conseguenza, tutto il materiale organico, compresi i rivestimenti, si era dissolto. Il cranio era stato inzuppato di umiditĂ , le ossa degli arti inferiori erano ricoperte da sottili fibre radicali. Una massa terrosa, che era senza dubbio entrata nella bara attraverso l’acqua nella tomba, si era depositata nelle ossa dell’anca e nell’osso sacroâ. Secondo altri studiosi, la sepoltura originale di Sheshonq II potrebbe essere stata a Bubastis, luogo di origine della famiglia.
I SARCOFAGI
Nonostante le notizie incerte ed un posto nella sequenza faraonica non di primissimo rilievo, il sarcofago esterno di Sheshonq II è unico nella storia egizia. In argento massiccio, è lâunica bara reale con la testa di falco conosciuta.
La bara dâargento di Sheshonq II, foto originale di MontetLa testa di falco incisa sulla bara ha un fascino particolare, di regalitĂ estrema nonostante contravvenga la tradizione egizia secondo la quale il defunto doveva essere chiaramente riconoscibile per il suo âbaâ
Lâutilizzo di una testa di falco al posto del volto reale del defunto fu una sorta di moda allâinizio della XXII Dinastia, ed è stato uno degli elementi per la datazione di questo Faraone precedentemente sconosciuto.
Il resto delle decorazioni segue uno schema piĂš tradizionale: un’immagine del dio sole con testa di ariete e corpo di avvoltoio è seguita da figure alate di Iside e Nefti e poi dai quattro figli di Horus. Ai piedi ci sono le figure protettive inginocchiate di Selqet e Neith.
Le incisioni sul corpo della bara dâargento. Si notino le mani, separate ed applicate sul coperchio. Sotto di esse, lâavvoltoio a testa di ariete stringe tra gli artigli due simboli âshenâ (potere). Ai lati della coda due urei con la corona dellâAlto Egitto. Si scorgono le ali di Iside in bassoLe gambe ed il piede della bara, con i figli di Horus incisi
Lâiscrizione centrale recita: âRe-Osiride Sheshonq, amato da Amon, hai ricevuto il pane da Het-ka-Ptah (âcasa dello spirito di Ptahâ, il tempio di Ptah a Menfi), mentre rinnova le offerte a Unu. Possa la tua anima essere viva in qualsiasi forma le piaccia. Possa tu vedere sorgere nella sua barca il disco solare che crea ogni giorno eternamenteâ.
Il coperchio, compresa la testa, è ricavato da unâunica lastra di argento massiccio battuta e modellata. Le mani ed i tradizionali simboli del flagello e pastorale sono stati invece applicati con dei rivetti.
Anche i simboli del potere regale, il flagello ed il pastorale, sono stati ricavati da lamine separate ed applicati con dei rivetti al coperchio
La fascia laterale del coperchio, qui ben visibile, doveva servire a sigillare il contenuto ma in realtĂ ha favorito lâinfiltrazione dâacqua allâinterno che ha compromesso la mummia
La vasca della bara non è decorata esteriormente; allâinterno una figura di Nut sul fondo rimasta stranamente incompiuta.
Allâinterno della prima bara, una seconda in cartonnage è andata quasi interamente perduta ma è stata ricostruita successivamente grazie alle parti placcate in oro sopravvissute. Anchâessa con testa a forma di falco, è realizzata con sottili lamine dâoro incise e decorate con uno schema simile a quello della bara dâargento. Sulle lamine dâoro la maggior parte delle iscrizioni era ancora leggibile
Il cartonnage ricostruito di Sheshonq II
Lo schema delle iscrizioni sul cartonnage (disegno di Pierre Montet). Iscrizione verticale centrale: âParole dette da Osiride Khentamenti, Signore di Abydos, che concede che la tua Anima sorga e veda il disco solare venire da lui e trovare il suo cadavere. ÂŤPossa tu ricevere i pani che appaiono davanti a […..] sulla tavola di. .. Re-Osiride SheshonqÂť A sinistra: âParole dette dallâOsiride Sheshonq, giustificato: ÂŤ0 ladri di cuori, rapitori di cuori, fate esistere il cuore del re di Osiride con ciò che ha fatto, perchĂŠ non si riconosce in quello che fateÂťâ (Libro dei Morti, capitolo 27) A destra: âParole dette dallâOsiride Heqakheperre Sotepenra, giustificato: ÂŤIo sono la Fenice, l’anima di Ra, la guida degli spiriti del Duat, le cui anime appaiono sulla terra per fare ciò che il loro Ka vuole eternamenteÂť (Libro dei Morti, capitolo 29) In orizzontale, prima linea: âLâOsiride, Signore delle Due Terre Heqakheperre, le porte del Duat sono aperte per lui in eternoÂť
Nelle altre due righe orizzontali il defunto viene definito âimakhyâ (venerabile) dai quattro figli di Horus
Il cartonnage esposto al Museo del Cairo
Fonti:
Pierre Montet, La nĂŠcropole royale de Tanis (Parigi, 1951):
Pierre Montet, Les constructions et le tombeau de Psousennes Ă Tanis (1951)
BROEKMAN, GERARD P. F. âFALCON-HEADED COFFINS AND CARTONNAGES.â The Journal of Egyptian Archaeology, vol. 95, [Egypt Exploration Society, Sage Publications, Ltd.], 2009