Donne di potere, Ramses II

LA STATUA DI RAMSES II

Basanite; altezza 194 cm.; circa 1380 a.C.; collezione Drovetti. Museo Egizio di Torino

A cura di Grazia Musso

“L’Apollo del Belvedere Egiziano“: così Champollion definì questa superba opera scultorea che egli ebbe modo di vedere per la prima volta durante il lungo soggiorno a Torino dal giugno del 1824 al febbraio 1825.

Lo studioso francese rimase letteralmente estasiato dalla bellezza della statua, che resta tutt’oggi il capolavoro indiscusso e il simbolo del Museo Egizio di Torino.

La scultura raffigura Ramses II, seduto su un trono e vestito con gli abiti della cerimonia : una lunga tunica di lino plissettata che esalta le forme del corpo, e la corona khepresh costituita da una sorta di ” elmetto modellato”.

Il sovrano, il cui volto sereno accenna un leggero sorriso, indossa il khepresh, questo copricapo, che nelle raffigurazioni è in genere dipinto di blu, era probabilmente realizzato in pelle e decorato con dischi d’oro applicati sulla sua superficie, qui resi con piccole incisioni circolari. Il sovrano è caratterizzato da alcuni simboli della regalità, quali l’ureo che svetta sulla fronte snodandosi sinuosamente sulla corona, e lo scettro heks che egli impugna saldamente con la mano destra.

Il potere del sovrano è ulteriormente sottolineato dall’immagine di nove archi, incisi sulla base della statua, che il faraone calpesta con i propri sandali : gli archi sono un antico emblema dei popoli nemici dell’Egitto che vengono qui metaforicamente sottomessi e annientati dal sovrano..

Sulla base anteriore del basamento sono effigiati inoltre due prigionieri con le braccia legate al papiro e al loto, le piante araldiche simbolo del paese. In questo modo si è voluto simboleggiare il controllo esercitato dal sovrano sui territori a sud e a nord dell’Egitto.

Ai piedi di Ramses II, sulla sua destra, è raffigurato in dimensioni ridotte uno dei numerosi figli del faraone. Il fanciullo indossa una tunica pieghettata e ha una ciocca di capelli che scende dalla tempia, caratteristica tipica dei fanciulli e adolescenti secondo l’iconografia egizia. Sulla parte frontale del trono, in posizione opposta rispetto alla figura del figlio, si trova l’immagine di Nefertari: la regina vestita anch’essa con un lungo abito plissettato, ha il capo sormontato da corna bovine liriformi che cingono un disco su cui svettano due alte piume.

La statua faceva parte del ricco “bottino” di antichità recuperato da Rifaud a Tebe nel 1818 su incarico di Drovetti.

Fonte : I grandi musei – Il Museo Egizio di Torino – Electa – volume 21

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