Antico Regno, IV Dinastia, Statue

I PIEDI DI CHEOPE

Di Francesco Alba

Antico Regno, Quarta Dinastia, Regno di Cheope (2585-2560 a.C.) – (Accession Number: 13.348. Non in esposizione)

Come è noto, di Cheope/Khufu, costruttore della Grande Piramide, non rimangono raffigurazioni integre, fatta eccezione per una statuetta in avorio del re assiso su un trono dal basso schienale, trovata da Flinders Petrie nel corso dei suoi scavi all’interno del complesso templare del Khentimentiu, in Abido (1903). L’attribuzione (e la relativa collocazione cronologica alla Quarta Dinastia) fu fatta in base alla presenza del nome Horus del re (Medjedu), iscritto sul lato destro del trono.

La datazione è stata, in tempi recenti, confutata da Zahi Hawass (Z. Hawass. The Khufu Statuette: Is it an Old Kingdom sculpture? In Mélanges, Vol. 1. Institut Français d’Archeologie Orientale du Caire – 1985) il quale sostiene che le caratteristiche stilistiche della piccola scultura non sono raffrontabili con quelle di opere coeve della Quarta Dinastia, bensì con quelle della Ventiseiesima Dinastia (detta anche Neo-Menfita).

È evidente che sulle raffigurazioni di Cheope (il pensiero va alle statue che dovevano essere presenti nel suo tempio a valle) si abbattè una vera e propria furia iconoclasta, probabilmente durante i tumulti che fecero seguito alla fine dell’Antico Regno e all’inizio del Primo Periodo Intermedio. Oggi di quelle opere scultoree non rimangono che pochi frammenti, quasi reliquie preziose di un personaggio e di un’era: uno fra i più significativi è custodito presso il Museum of Fine Arts di Boston.

Si tratta di una base sulla quale poggiano dei piedi e sulla quale è presente la parte inferiore del cartiglio del sovrano, riportante gli ideogrammi “f” (GSL I9) e “w” (GSL G43), appartenenti al nome KHUFU.

Il cartiglio di Khufu

I piedi uniti fanno pensare che la scultura originale raffigurasse Cheope intronizzato.

Il frammento in alabastro, di piccole dimensioni (8,9 cm di larghezza), fu rintracciato da George Reisner nel 1913 insieme a numerosi detriti superficiali, nella mastaba G 2391 (Giza, Necropoli Ovest), appartenente a Irenakhet, sacerdote funerario vissuto durante la Sesta Dinastia.

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