Mai cosa simile fu fatta, Statue, XVIII Dinastia

LA STATUARIA DELLA XVIII DINASTIA

Di Grazia Musso

Il Nuovo Regno ha fornito un enorme contributo alla storia dell’arte egizia.

Gli artisti toccarono il loro apice qualitativo con le statue di genere ritrattistico, nelle quali conferivano fisionomia realistiche sia ai sovrani, sia ai privati, raggiunsero una perfezione unica per quanto riguarda i rilievi dei Templi, le pitture tombali e le iscrizioni.

L’immagine del re non rappresentava un determinato sovrano, bensì l’istituzione faraonica stessa che guidava L’Egitto.

All’inizio del Nuovo Regno nulla della carica magico-religioso e simbolica viene meno, ma vengono esplorate nuove soluzioni per il senso estetico che si stava sviluppando nella nuova società.

In alcune statue appaiono degli spazi, per esempio, fra parrucca e collo, la figura si alleggerisce, e sparisce lo schienale dei troni lasciando libero il tronco.

Non viene dimenticato il passato, il Medio Regno, a cui guarderanno gli artisti, lo si può vedere nelle monumentali statue di Tutmosis I, o nelle grandi statue di Hatshepsut che mantengono le stesse funzioni celebrativo e architettoniche che ebbero i loro analoghi del Medio Regno.

Si ritrovano le statue a cubo che vengono arricchite di nuovi elementi, come si può vedere nella statua di Senenmut che protegge la principessa Neferura, ed è la prima volta in cui compare la figura dell’artista.

L’individualismo espresso nell’ambito sia dell’arte regale, sia di quella privata crebbe nell’epoca successiva.

Amenofi I compare nelle statue e nei rilievi che lo raffigurano come un giovane sovrano, Thutmosi IV, che morì giovane appare nei suoi ritratti con sembianze adolescenziali.

Fu però sotto Amenofi III che la tendenza idealizzante dell’arte, tipica dell’inizio della XVIII Dinastia, perse definitivamente il proprio valore.

Il faraone veniva raffigurato con i tratti del volto piuttosto morbidi e corporatura massiccia, le caratteristiche personali del sovrano vennero trasposte nei ritratti statuari, tale tendenza artistica poneva l’avvento sui tratti individuali ed era indice dell’atteggiamento più aperto e liberale.

Con Amenofi III e l’apertura verso il mondo esterno caratterizzò anche l’arte con nuove conoscenze e prospettive

Con Tutmosis IV fioriscono nuove forme e la ricerca del bello troverà il suo apice durante il regno di Amenhotep IIIl

Fonti

  • Tesori egizi nella collezione del museo del Cairo – Edizioni White Star – Dietrich Wildung
  • Antico Egitto di Maurizio Damiano – Electra

Foto tratte dai testi citati

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