Amarna, Mai cosa simile fu fatta

AKHENATON E NEFERTITI

Di Grazia Musso

Calcare dipinto, da Amarna. Altezza 22,5 cm.
Parigi, Museo del Louvre E 15593; E 22746

Questo piccolo gruppo scultoreo, in calcare dipinto, ritrae Akhenaton e Nefertiti, secondo i canoni dell’arte amarniana.

Tra le caratteristiche più evidenti, si rileva l”assenza di rigidità, le linee quasi deformate dei profili, la somiglianza del corpo maschile con quello femminile.

Akhenaton e Nefertiti si tengono per mano, in un’intimita’ volutamente sottolineata come le rotondità del corpo; come principio di fecondità i due sovrani mettono l’accento sulle stesse caratteristiche somatiche delle antiche dee madri.

L’amore della famiglia reale e la fecondità per l’intero popolo erano fra i concetti sottolineati dalla filosofia regale di Amarna.

Gruppi come questo erano tenuti in apposite nicchie nelle case private e simbolizzano unione, fecondità e rinascita.

I contorni curvilinei delle figure, i movimenti impliciti nelle articolazioni degli arti, i morbidi panneggi degli abiti, che caratterizzano l’arte figurativa di questo periodo, sono ben percepibili in questa visione di prospetto del gruppo scultoreo.

Fonte:

  • Le regine dell’antico Egitto g Rosanna Pirelli – Edizioni White Star.
  • Antico Egitto di Maurizio Damiano – Electra

Immagini:

Amarna, Mai cosa simile fu fatta

STATUINA DI NEFERTITI

Di Grazia Musso

Da Amarna, studio di Djehutymose
Calcare, Altezza cm 40
Berlino, Agyptisches Museum N. 21263

Sempre nello studio dello scultore di corte, Djehutymose e stata rinvenuta questa bellissima statua.

Qui si vede una tendenza dell’arte amarniana verso l’ultima parte del periodo, viene abbandonata l’idealizzazione delle epoche precedenti e gli eccessi dei primi anni per un realismo che si può definire spietato: Nefertiti é raffigurata in età avanzata, nulla è stato abbellito, gli angoli della bocca mostrano la pelle del viso non più elastica, il corpo è appesantito e i seni cadenti.

Nessuna concessione viene lasciata alla idealizzazione.

Fonte

Antico Egitto di Maurizio Damiano – Electra

Amarna, Mai cosa simile fu fatta

NEFERTITI INDOSSA LA PARRUCCA NUBIANA

Di Franca Loi

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Nefertiti qui indossa la cosiddetta parrucca nubiana. In precedenza questa parrucca era stata indossata quasi esclusivamente dai soldati nubiani che prestavano servizio nell’esercito del faraone.

Nefertiti sembra averlo adottato come suo simbolo personale. Ha reso popolare la parrucca nubiana a tal punto che sia gli uomini che le donne la indossavano spesso a el Amarna.

Arenaria, pigmento

Luogo di scavo: Tell el-Amarna, Egitto

DATE ca. 1352-1336 a.E.V.

DINASTIA tarda dinastia XVIII

PERIODO Nuovo Regno, Periodo Amarna

Dimensioni: 29,3 x 10 x 43,5 cm

COLLEZIONI Arte egiziana, classica

NUMERO DI ADESIONE 35.1999

LINEA DI CREDITO Dono della Egypt Exploration Society

PROVENIENZA Ampia Sala degli Appartamenti di Stato nel Grande Palazzo nella Città Centrale a Tell el-Amarna, Egitto; 1934-35, scavato da John Devitt Stringfellow Pendlebury per la Egypt Exploration Society (scavo n. 34-35/167); 1935, dono della Egypt Exploration Society al Brooklyn Museum.

Fonte:

BROOKLYN MUSEUM

AGORA AFRICAINE

Amarna, Mai cosa simile fu fatta

TESTA INCOMPIUTA DI NEFERTITI

Di Franca Loi

La testa della regina rinvenuta durante gli scavi condotti dalle Egypt Exploration Found nel laboratorio dello scultore Thutmosi,nel 1923 ad Amarna, presenta ancora tracce di pittura nera che dovevano aiutare l’artista nell’opera di incisione.

La scultura è una testa in quarzite marrone, conservata nel Museo Egizio del Cairo: qui Nefertiti è adulta, il viso ha perso la dolcezza dell’adolescenza ed è ritratta nel pieno dello splendore. Il viso è maturo e austero, i tratti forti esprimono il vigore di una sovrana. I particolari, molto precisi, si allontanano di gran lunga dai volti di donne rotondi e stereotipati dei periodi precedenti.

Fonte:

STORICA- NATIONAL GEOGRAPHIC

L’EGITTO DEI FARAONI- I TESORIDEL MUSEO EGIZIO DEL CAIRO-

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TESTA DI AKHENATON

Di Grazia Musso

Gesso, altezza cm. 26
Da Amarna, Casa P 47, 2 – Scavi della Deutsche Orientgesellschaft 1912
Berlino – Agyptisches Museum und Papyrussammlung – Inv. 21351

La testa di Akhenaton, a grandezza naturale, il cui calco fu preso su una statua del re e modellato in gesso è costituita dall’unione di due metà.

Nell’originale scultoreo, il sovrano Indossa la Corona Azzurra.

Il ritratto regale all’epoca di Amenofi IV/Akhetaton perde la sua funzione di rappresentazione della regalità e diviene un ritratto individuale del sovrano.

Mai prima e mai nelle epoche successive I lineamenti del sovrano saranno rappresentati in modo così realistico.

Questa rivoluzionaria trasformazione stilistica è senza dubbio il prodotto di una modifica radicale nella religione egizia.

La vivida immagine del re diviene il nuovo ideale del ritratto maschile

Fonte

Egitto la terra dei faraoni – Regine Schulz e Matthias Seidel – Konemann

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TESTA DI REGINA

Di Grazia Musso

Quarzite giallo-bruna, altezza cm 18
Menfi, palazzo di Merenptah
Spedizione della University of Pennsylvania 1915
Museo Egizio del Cairo – JE 45547.

Questa testa fu rinvenuta sotto le fondamenta del palazzo di Merenptah, e raffigura Nefertiti.

La testa faceva parte di una statua composita.

In origine gli occhi e le sopracciglia erano incastonati.

Un tenone corto e largo al di sopra della fronte serviva da incastro per la corona.

Una linea sulla fronte indica che vi era applicata una banda, che scendeva affiancando la aperte anteriore delle orecchie.

Purtroppo il reperto è rotto dalla metà superiore del collo, e il naso è è le orecchie sono danneggiate.

Gli occhi e le sopracciglia terminano con le estremità affilate, i margini superiori delle palpebre sono disegnati da una linea profonda, che crea un contorno arrotondato, accentuato da una seconda linea lungo quelli inferiori.

Lo spesso labbro superiore è a doppio arco, proporzionato a quello inferiore.

Lo stile e l’esecuzione sono quelli che si ritrovano anche in altri ritratti rinvenuti nel laboratorio dello scultore Djehutymes a Tell el-Amarna

Fonte

I tesori egizi nella collezione del Museo Egizio del Cairo – F. Tiradritti – foto Arnaldo De Luca – Edizioni White Star

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TESTE DI PRINCIPESSE

Di Grazia Musso

Quarzite
Tell el-Amarna, laboratorio di Djehutymes
Scavi di L. Borchardt 1912
Museo Egizio del Cairo

Le “famose” teste delle principesse, figlie di Akhenaton e Nefertiti, soggetto delle più disparate teorie e malformazioni…. sono state ritrovate nel laboratorio dello scultore Djehutymes a Tell el-Amarna.

A prima vista colpisce soprattutto la dolicocefalia, cioè la deformità dei crani, estremamente allungati.

L’ipotesi di una malformazione congenita non è più ritenuta adeguata a spiegare quella che appare una scelta artistica.

La testa allungata sarebbe messa in relazione con la nozione delle principesse come incarnazione della creazione divina, seguendo il prototipo delle raffigurazioni paterne.

Testa di una principessa amarniana, probabilmente Meritaton. 
Museo Egizio, Il Cairo – JE 44869

La giovinezza è messa in risalto dalla rotondità infantile sotto il mento.

Le fanciulle ritratte evidenziano grandi occhi bistrati, orecchie sporgenti e labbra carnose, come è consueto nella ritrattistico del genere, dovendosi fondere elementi veristici della persona e status sociale.

 
Nuovo Regno, periodo Amarna, XVIII dinastia, 1345 a.C. circa Altes Museum di Berlino, numero di catalogo: 21223. Donazione di James Simon nel 1920.

Fonti

I tesori dell’Antico Egitto nella collezione del Museo Egizio del Cairo – National Geographic – Edizioni White Star

Tesiri egizi nella collezione del museo del Cairo – F. Tiradritti – foto Arnaldo De Luca – Edizioni White Star

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L’ARTE DEL BASSORILIEVO

Di Franca Loi

Profilo di Akhenaton (?).
Calcare, Rilievo cavo .
Amarna, c. 1340 a.C. – Museo Egizio di Berlino

Quest’arte costringe lo scultore a lavorare su una profondità ridotta, mentre restituisce l’impressione visiva del volume, nelle sue cavità più chiare e nelle sue sfumature più sottili.

Ma tra l’altorilievo che risalta completamente dal fondo e il bassorilievo che risalta pochissimo sullo sfondo, gli egizi scolpirono il “rilievo cavo”, dove la figura o è completamente scavata, o la figura è inscritta: uno schema profondo, per facilitarne la lettura.

È il caso del ritratto di Akhenaton su pietra calcarea, dal Museo di Berlino.

FONTE:

ARTE EGIZIA ANTICA

Amarna, Mai cosa simile fu fatta

AKHENATON E LA FAMIGLIA

Di Grazia Musso

La volta scorsa abbiamo visto le caratteristiche fondamentali dell’arte amarniana : i colossi del faraone, dall’aspetto inquietante sono il risultato della reazione di Akhetaton alla perfezione estetica raggiunta sotto il regno paterno.

Ha rotto gli schemi, stabilendo nuovi canoni, esagerando le caratteristiche somatiche della famiglia reale.

Questi colossi “deformi” del re, sono il frutto degli anni tebani e che furono rigettatati in seguito da Akhetaton stesso, che li fece rimuovere e seppellire sotto il tempio per cui erano stati creati.

Dopo questi primi anni l’arte si avvia alla sua maturità nella nuova capitale Amarna.

Le tecniche costruttive si distinguono per la fretta con cui fu edificata la città, manca la cura nella fabbricazione.

Ad Akhetaton spariscono le statue delle divinità domestiche per essere sostituite da piccoli altari che possedevano una stele dove era raffigurata la famiglia reale in attività quotidiane.

La famiglia reale fa da intermediario fra il dio e l’uomo e nelle raffigurazioni I suoi membri sono i soli a donare offerte ad Aton

Le immagini del quotidiano, o spirito di amore universale donato da Aton che permea le scene dell’intimita familiare del faraone.

La famiglia reale a tavola o con le figlie sono una parentesi che non tornerà più nell:arte egizia.

Nefertiti, la grande sposa reale è celebre soprattutto per la sua bellezza, immortalata negli splendidi busti rinvenuti nello studio dello scultore Tutmosis, ad Amarna che sono fra le più belle opere in assoluto.

Fu la regina che più si trovò sullo stesso piano del faraone, la si trova sui monumenti assieme allo sposo in tutte le cerimonie ufficiali, una raffigurazione la ritrae, cosa eccezionale, in atto di massacrare i nemici.

Anche le raffigurazioni della sua vita privata sono eccezionali e rappresentano una caratteristica dell’arte amarniana: la regina non appare solo solo nelle cerimonie ufficiali, ma in tutti gli aspetti della vita di corte.

Di Akhetaton e Nefertiti sono note sei figlie, esistono numerosi ritratti delle principesse provenienti dalle sculture e soprattutto dai bassorilievi di Amarna

I rilievi e i ritratti delle principesse sono di una bellezza inquietante per particolarità che mostrano.

Grazie all’intenso lavoro condotto dagli archeologi tedeschi e inglesi a Tell El-Amarna, è stato possibile portare alla luce una serie eccezionale di opere d’arte.

Tali ritrovamenti consentono di ricomporre un quadro soddisfacente dell’evoluzione artistica di Akhenaton.

Appare con chiarezza che a una fase iniziale a Karnak è Tell-el-Amarna, caratterizzatada un estremo dogmatismo dei canoni iconografici, subentrano tendenze estetiche più misurate e idealizzate.

Verso la fine del regno di Akhenaton emerse poi una nuova tendenza stilistica, segnata dalla volontà di mantenersi il più fedele possibile ai canoni naturalistici.

Alcuni degli esempi più significativi delle ultime fasi provengono dallo studio dello scultore Thutmosi, tra questi il famosissimo busto di Nefertiti e numerosi ritratti delle figlie, oltre a suggestive maschere e teste di gesso, che con i loro tratti naturalistici, possono essere considerate indizi di una mutata immagine dell’uomo.

Fonte

Egitto la terra dei faraoni – Regine S hulz e Matthias Seidel – konemann

Antico Egitto di Maurizio Damiano – Electra

Amarna, Mai cosa simile fu fatta

NEFERTITI IN ADORAZIONE DI ATON

Di Franca Loi

Da Karnak, XVIII dinastia
Arenaria
New York Metropolitan Museum of Art – Collezione J.Josephson.

Questo rilievo, ad incavo, è caratteristico dell’epoca amarniana perché mette in risalto le figure illuminate dai raggi solari nei templi a cielo aperto.

Qui vediamo Nefertiti in adorazione dell’ Aton; il disco solare con i suoi raggi in via la vita (il segno ankh alle radici) alla regina.

Il profilo della regina appare eseguito nello stile dei primi anni di Akhenaton, con i tratti esageratamente marcati.