Egyptoteca

LA MUMMIA – THE MUMMY (1932)

Presentato da Andrea Petta

Il capostipite di tutti i film horror/thriller di argomento “egizio”.

Sfruttando l’onda lunga del ritrovamento della tomba di Tutankhamon e l’immaginifico effetto della sua “maledizione”, nel 1932 gli Universal Studios fanno uscire questo horror diretto da Karl Freund, che aveva curato la fotografia di Frankenstein poco prima.

Nella storia, la mummia di un sacerdote (Imhotep, figlio di Amenophis), sepolto vivo nell’antichità per aver tentato di resuscitare la donna amata (Ankhesenamon), viene inavvertitamente riportato in vita da un archeologo leggendo un papiro che accompagnava la mummia.

Il risorto Imhotep con la sua nuova identità di Ardeth Bay (anagramma di “Death by Ra”) tenterà quindi di riavere l’amata Ankhesenamon, reincarnatasi in Helen, la fidanzata di un archeologo, facendone la sua sposa in eterno. Solo l’intervento di Iside scongiurerà i piani di Imhotep.

Oggi il film fa forse sorridere, con l’uso di nomi “famosi” al grande pubblico, le inesattezze storiche e teologiche ed una trama scontata, ma l’interpretazione di Boris Karloff rimane fantastica – e chi da ragazzino non è rimasto con il fiato sospeso durante la scena della resurrezione della mummia mente spudoratamente…

In DVD e Blu-Ray: https://www.amazon.it/Mummia-Johann-Manners-Karloff/dp/B07SY57VYH/

Egyptoteca

EGITTO, L’AVVENTURA DEI FARAONI FRA STORIA ED ARCHEOLOGIA

A cura di Maurizio Damiano

Presentato da Ivo Prezioso

Beh, quando circa 25 anni fa, se ricordo bene, in edicola apparve il primo fascicolo di quella che credo sia la prima enciclopedia italiana dedicata all’Antico Egitto, presi immediatamente accordi con il mio edicolante affinché mi mettesse da parte i fascicoli ove mai dovesse sfuggirmene qualcuno.

Avevo letto tanti libri, ma l’idea di venire in possesso di un’opera di così ampio respiro fu un vero “coup de foudre”. E l’attesa non andò delusa.

Gli argomenti si dipanano in modo chiaro (evidente il carattere prettamente divulgativo dell’opera, ma era quello che desideravo), ma rigoroso. Un percorso cronologico, ma integrato con la rubrica “L’avventura dell’archeologia” che offre una narrazione quanto mai suggestiva delle grandi scoperte.

Non manca una sezione dedicata ai geroglifici, che fornisce gli elementi primari per un approccio a questo tanto singolare quanto affascinante sistema di scrittura. In attesa che il prof. Maurizio Damiano dia alle stampe la sua nuova opera “Il velo di Iside” che si preannuncia aggiornatissima, ancora ricorro di frequente alla consultazione di questi quattro splendidi volumi.

Egyptoteca

MAÂT L’ ÉGYPTE PHARAONIQUE ET L’IDÉE DE JUSTICE SOCIALE

Jan Assmann

Presentato da Ivo Prezioso

Questo libro mi è stato caldamente consigliato dal Prof. Maurizio Damiano ed è la riduzione francese di un ben più corposo volume in lingua tedesca, Ma`at: Gerechtigkeit und Unsterblichkeit im alten Ägypten (Ma`at: giustizia e immortalità nell’antico Egitto).

Non esiste purtroppo una versione italiana, pertanto è richiesta una discreta conoscenza della lingua francese. Acquistato su Amazon (€ 19,50) è dedicato a tutti coloro che desiderano approfondire uno degli aspetti fondanti del pensiero egizio (anzi, quello determinante).

Ma’at è un’ astrazione, prima ancora che una divinità: potremmo dire che è la personificazione incorporea di un immagine ideale di regola a cui dovevano sottostare uomini, faraone e persino gli stessi dei. A riprova è il fatto che in Egitto non è esistito un vero culto, né fu venerata in santuari, almeno fino al Nuovo Regno. Il culto e la venerazione venivano implicitamente praticati attraverso la sua applicazione. E dobbiamo pensare anche che ogni aspetto esteriore della Civiltà Egizia, quelli che più colpiscono il nostro immaginario, vale a dire monumenti, opere d’arte ecc., sono figli di questa concezione.

Tutti, ad esempio possono notare come anche una semplice iscrizione geroglifica, colpisce per simmetria, equilibrio, stabilità, armonia della composizione: tutti aspetti che sono compresi nel più vasto panorama dei significati attribuibili a Ma’at: in definitiva ordine cosmico. Come spiega molto bene Assmann,

<<Ma’at è la parola vivente, il discorso solidale e integrante…Lo Stato esiste affinchè sia realizzata Ma’at, affinché il mondo sia reso abitabile. Ne consegue che lo Stato Faraonico non deve essere inteso come un’istituzione di forza, violenza o assoggettamento, come è descritto nell’Esodo, ma di liberazione: liberazione dell’uomo attraverso le azioni dell’uomo. Ma’at stabilisce ciò che lega il mondo degli umani a quello degli dei ed assicura loro l’integrazione universale>>.

Attraverso l’analisi di vari testi, in cui emergono e se ne chiariscono i fondamenti, l’autore delinea una immagine complessiva di questo straordinario pensiero, sviluppandolo in cinque parti che affrontano un determinato aspetto di Ma’at: Ordine cosmico o giustizia sociale, La Ma’at sociale, Sopravvivenza e immortalità, La dimensione Cosmica: Ma’at e il corso solare, Ma’at e lo Stato faraonico.

Certamente non è di semplicissima lettura (fortunatamente la traduzione francese è molto scorrevole) e infatti mi accingo a ritornarci su per la seconda volta; ma se avete una certa conoscenza del francese, non lasciatevi scappare questo libro. Comincerete a comprendere l’aspetto più straordinario, commovente e unico della mentalità egizia.

Disponibile su Amazon: https://www.amazon.it/Maat-Assmann-Jan/dp/2355990395

Egyptoteca

CIVILTA’ SEPOLTE e CIVILTA’ AL SOLE

C.W. Ceram

Presentati da Andrea Petta

La mia “storia” con l’Antico Egitto iniziò qui, nel 1975, quando avevo dieci anni.

Complice un fratellino di un anno che limitava i movimenti, una villeggiatura a Oulx che poco permetteva ad un ragazzino ribelle e libri per la scuola già letti, scovai “Civiltà al sole” appena comprato da mio padre in edizione economica. Avevamo già “Civiltà sepolte” dello stesso autore, ma io all’epoca non lo sapevo.

Entrambi i libri sono scritti da un giornalista tedesco, Kurt Marek, che li pubblicò con lo pseudonimo C.W. Ceram ribaltando il suo cognome. Divisi in argomenti archeologici (Libro delle Statue per l’antica Grecia, delle Piramidi per l’Egitto, delle Torri per assiro-babilonesi e delle Scale per le civiltà precolombiane), raccontano in maniera romanzata le grande scoperte archeologiche – Civiltà sepolte – ed in maniera anche illustrata (Civiltà al sole).

Erano tutti argomenti interessanti, ma le immagini legate all’Egitto erano troppo accattivanti per non rapire la fantasia di un ragazzino di fronte alla Sfinge, le mummie, i tesori di Tutankhamon.

E fu così che entrai – felice e garrulo – in cucina, dove mia mamma stava cucinando e mia zia stava spellando un coniglio, spiegando come gli antichi egizi estraessero con un uncino il cervello dal naso dei defunti per procedere alla mummificazione. L’immagine di mia zia che lotta per non vomitare e mia madre che ride a crepapelle mentre io filavo via a leggere il resto furono il prologo di una passione che mi lega ancora oggi al Nilo ed al suo antico popolo.

Inopinatamente, “Civiltà sepolte”, ristampato più e più volte, è ancora disponibile su Amazon ed è molto apprezzato: https://www.amazon.it/Civilt%C3%A0-sepolte…/dp/8806227572/

Egyptoteca

KEMET – ALLE SORGENTI DEL TEMPO

A cura di Anna Maria Donadoni Roveri e Francesco Tiradritti

Presentato da Ivo Prezioso

KEMET, ALLE SORGENTI DEL TEMPO. A cura di Anna maria Donadoni Roveri e Francesco Tiradritti. Edizioni Electa, 1988

Questa pubblicazione è stata emessa in occasione di una mostra tenutasi presso il Museo Nazionale di Ravenna dal 1° Marzo al 29 giugno 1998. Offre un’interessantissima serie di articoli firmati da illustri egittologi che spaziano dalla preistoria, all’Antico Regno. E strutturato i due sezioni: la prima testuale e la seconda che presenta un catalogo di reperti.

La parte testuale è a sua volta suddivisa nelle seguenti sezioni monotematiche:

1) Il più antico Egitto. Cambiamenti ambientali e origine della società tra il 20.000 ed il 6.000 bp di Barbara E. Barich

2) Il predinastico: le attuali conoscenze (ricordo che la pubblicazione è del 1998, per cui vanno riferite a quella data) di Barbara Adams

3) Rapporti tra l’Egitto preistorico e le altre culture, di Isabella Caneva

4) L’Egitto dalla preistoria alla protostoria, di A.Jeffrey Spencer

5) L’Egitto come stato unitario, di Fekri A. Hassan

6) Lo Stato faraonico, di Patrizia Piacentini

7) La nascita della scrittura, di Alessandro Roccati

8) La storiografia, di Sergio Pernigotti

9) La religione e i Testi delle Piramidi, di Sergio Donadoni

10) L’arte dell’Antico Regno, di Dietrich Wildung

11) L’ architettura dell’Antico Regno, di Silvio Curto

12) La più antica letteratura egiziana, di Edda Bresciani

13) La grotta dello Uadi el-Obeiyid a Farafra, di Barbara E. Barich

14) Il Delta, di Rodolfo Fattovich

15) Sviluppi culturali nella depressione del Fayum, di Barbara E. Barich

16) Naqada, di Rosanna Pirelli

17) Il sito di el-Adaima (Alto Egitto), di Beatrix Midant Reynes, Nathalie Buchez. Eric Crubezy, Thierry Janin

18) Gebelein: dall’età preistorica alla fine dell’Antico Regno, di Anna Maria Donadoni Roveri

19) Ieraconpoli, di Barbara Adams

20) Menfi, di Stephan Seidlmayer

21) Eliopoli, di Enrichetta Leospo

Il catalogo presenta invece una serie di reperti conservati in vari musei e inerenti agli argomenti trattati. L’apparato iconografico è straordinario con immagini di reperti anche poco noti. Insomma un altro volume che nonostante il suo costo non proprio a buon mercato (ma lo si può trovare sui siti internet usato a prezzi abbordabilissimi) merita di arricchire le biblioteche degli egittofili. Io l’ho trovato interessantissimo e mi è stato di grande riferimento ed utilità per la mia rubrica “Khemet, l’alba dell’eternità”

Disponibile su Amazon: https://www.amazon.it/Kemet-sorgenti-preistoria-piramidi-Catalogo/dp/8843560425

Egyptoteca

LETTERATURA E POESIA DELL’ANTICO EGITTO

Edda Bresciani

Presentato da Ivo Prezioso

La mia copia, in versione economica (£ 34.000, all’epoca e cioè 1999), con copertina flessibile è ridotta così. Un po’ me ne vergogno, ma questo è un libro che ho consultato in maniera veramente massiccia e comunque non essendo (purtroppo) un fanatico della conservazione “immacolata” dei libri, li utilizzo senza prestare troppa attenzione a non sciuparli.

Dopo aver presentato “La Saggezza dell’Antico Egitto” a cura di Joseph Kaster, il passo successivo per chi voglia approfondire la conoscenza dei testi egizi è questo “volumone” (circa 1000 pagine) di Edda Bresciani: l’antologia più completa, (che io sappia), per quanto riguarda le pubblicazioni sull’argomento in lingua italiana. L’ Egitto, grazie al suo clima particolare, ci ha tramandato moltissimi testi, (tantissimi sono ancora quelli sparsi nei vari Musei ancora da studiare e pubblicare), eppure essi costituiscono solo una piccolissima parte di quelli che dovevano essere conservati nelle scuole (le “Case di Vita” come molto opportunamente le chiamavano loro) o negli edifici che avevano la funzione di conservare i preziosi, papiri. Moltissimi testi vengono da iscrizioni incise sulle pareti dei templi, delle tombe, da stele, dai vari monumenti, statue, oggetti ecc. Il fascino e la bellezza di tante tra le più belle composizioni che sono arrivate a noi, si può ben dire che non può che farci rimpiangere quanto è andato perduto.

Il panorama letterario offerto dalla Bresciani è amplissimo e spazia dall’Antico Regno all’Epoca Tarda. Si passa dai Testi delle Piramidi a quelli dei Sarcofagi e al Libro dei Morti (ma gli egizi lo chiamavano, mostrando tutt’altro punto di vista, ru nu peret em heru, “formule per uscire al giorno” o “alla luce”); dai testi autobiografici a quelli politici, agli insegnamenti morali e alle opere di narrativa. Non manca un’ampia panoramica di testi lirici o sapienziali, ed una ricchissima sezione dedicata a quelli utilizzati in ambito scolastico. Insomma quanto di più ricco e completo si possa desiderare. Ovviamente non tutto è comprensibile, almeno per me, soprattutto in mancanza di un’adeguata preparazione, ma anche per la difficoltà ad addentrarsi in una mentalità che è quanto di più diverso dalla nostra, formatasi sulle basi del pensiero greco-romano e ancor più su quanto ereditato dai massicci condizionamenti religiosi. Però resta il fatto che si rimane letteralmente incantati nello scoprire scritti veramente incredibili. Come non commuoversi di fronte ad un capolavoro come “Il dialogo di un disperato e la sua anima” o al “Canto dell’arpista nella tomba di Antef”. Come non ammirare il profondissimo senso etico di questo popolo, così chiaramente espresso nei tantissimi “Insegnamenti morali”. E poi ci sono splendide opere narrative di altissimo valore letterario come “Le avventure di Sinuhe” “Il racconto del naufrago”. Deliziosa la sezione dedicata alle “Liriche d’amore”o agli Inni come quelli ad Aton o ad Amon. Ma questi sono solo sparuti esempi dell’enorme quantità di materiale proposto dalla grande egittologa. Una caratteristica che ho notato è che nella traduzione di alcuni scritti, come ad esempio “Le contese di Horo e Seth” Edda Bresciani utilizza un frasario, come dire, abbastanza delicato, laddove gli egizi si esprimevano con estrema libertà, essendo completamente estranei alle forme di censura che ancor oggi tanto condizionano la nostra mentalità. Del resto lei stessa, nelle note specifica che il testo egizio “è molto più esplicito”.

Allora se siete interessati ai testi e alla letteratura egizia, questo volume non può assolutamente mancare nella vostra biblioteca!

Disponibile su Amazon: https://www.amazon.it/Letteratura-dellantico-Egitto-Cultura-attraverso/dp/8806246674

Egyptoteca

SHIPS OF THE PHARAOHS

Björn Landström

Presentato da Francesco Alba

Le Navi dei Faraoni – 4000 anni di costruzioni navali egizie (1970) (Inglese)

Doubleday & Company, Inc. – Garden City, New York – 1970

Possiamo senz’altro definire la Civiltà Egizia come una civiltà di navigatori. La storia del Paese delle Due Terre si muove, anzi scivola, sulle acque del maestoso Nilo, dalle prime cateratte fino al lussureggiante Delta. La navigazione fluviale era facilitata dal flusso della corrente del fiume (assecondata, se necessario, da abili rematori) quando diretti a settentrione, e dalla costanza dei venti che spiravano dal nord per fare vela verso il meridione.

Questo libro è un libro meraviglioso, vorrei dire di quelli che ormai non si stampano più. Il suo autore, il finlandese Björn Landström (1917 – 2002), scrittore, grafico, illustratore e ricercatore, illustra con perizia lo sviluppo dell’arte nautica nell’Antico Egitto, dai primordi della sua storia fino al suo termine, nel Periodo Tardo.

Tutto è qui descritto con dovizia di particolari e superbe ricostruzioni pittoriche:

le prime imbarcazioni, raffigurate sulle ceramiche del Tardo Neolitico e del Predinastico; la suggestiva Barca Solare di Cheope e la nautica nell’Antico Regno; i modelli di barche ritrovati nelle tombe di importanti funzionari del Medio Regno; le navi della spedizione di Punt, voluta da Hatshepsut e le accurate ricostruzioni in scala di imbarcazioni reali ritrovate negli ipogei della Diciottesima Dinastia (Amenhotep III, Tutankhamon, per fare degli esempi).

La pubblicazione risale a poco più di cinquant’anni fa e i suoi testi non sono ovviamente aggiornati ma la sua lettura (non fosse altro per ammirare le ricostruzioni grafiche delle imbarcazioni e i dettagli tecnici) non delude ogni appassionato di nautica e di egittologia.

Disponibile su Amazon (https://www.amazon.it/SHIPS-PHARAOHS-YEARS-EGYPTIAN-SHIPBUILDING/dp/0385078307) e su eBay.

Egyptoteca

VIAGGI IN EGITTO ED IN NUBIA

Giovanni Battista Belzoni

Presentato da Grazia Musso

Giovanni Battista Belzoni (Padova, 5 novembre 1778 – Gwato, 3 dicembre 1823) è stato un esploratore, ingegnere e pioniere dell’archeologia italiana. È considerato una delle figure di primo piano dell’egittologia mondiale, nonostante appartenesse a una fase ancora immatura di tale disciplina. Questo libro, Viaggi in Egitto ed in Nubia, contiene il racconto delle ricerche e delle scoperte archeologiche fatte nelle piramidi, nei templi, nelle rovine e nelle tombe dell’Egitto all’inizio del XX secolo. Narra delle vicissitudini di questo lungo e avventuroso viaggio e dei pericoli che ha corso l’autore e i suoi accompagnatori.

– Harmakis Edizioni –

http://www.harmakisedizioni.org/…

Egyptoteca

FIGLI DEL NILO

Wilbur Smith

Presentato da Andrea Petta

A completare la trilogia iniziale dedicata all’Antico Egitto, Wilbur Smith pubblica nel 2001 “Figli del Nilo”, sempre con protagonista lo schiavo Taita.

Forse già questo libro era ridondante, ma copre gli eventi non narrati da “Il Dio del fiume” e in qualche modo risponde alla curiosità del lettore su cosa sia successo dopo il primo libro.

Gli eredi di Tanus e Lostris, con l’aiuto di Taita, si troveranno a dover combattere nuovamente contro gli Hyksos e contro fazioni ribelli all’interno della stessa famiglia reale, in mezzo a tradimenti, lotte sanguinose ed un inevitabile finale agrodolce.

La narrazione è sempre fluida, ma gli scenari iniziano a diventare già meno probabili e la trama incespica un po’ sul desiderio di ficcare i protagonisti nei guai peggiori possibili in attesa dell’intervento risolutore di Taita. Lo stesso Taita partirà alla fine del romanzo in cerca di nuove conoscenze in Paesi stranieri – e lì forse era meglio lasciarlo evitando i romanzi successivi che sono onestamente abbastanza stucchevoli e ripetitivi.

“Figli del Nilo” rimane comunque la chiusura della storia originale, con una lettura scorrevole e gli scenari che hanno reso famoso Wilbur Smith.

Il successo inferiore ai primi due volumi è testimoniato dalle minori edizioni successive alla prima ed alla frequente ristampa solo in combinazione con i primi due volumi o con tutta la serie egizia come l’ultima proposta in formato Kindle: https://www.amazon.it/Tutti-romanzi-egizi…/dp/B00YYADKQ8/

Egyptoteca

IL SETTIMO PAPIRO

Wilbur Smith

Presentato da Andrea Petta

Due anni dopo “Il Dio del Fiume” esce il volume più riuscito e fortunato della serie.

In realtà “Il settimo papiro” è ambientato ai giorni nostri, ma è permeato dalla presenza costante di Taita, fedele servitore che ha protetto con ogni mezzo immaginabile (ed inimmaginabile) la tomba del Faraone Mamose, morto ne “Il Dio del Fiume”.

L’acutezza degli enigmi proposti, l’atmosfera quasi magica, il richiamo ad altre maledizioni associate ai Faraoni costituiscono il “pezzo forte” del volume, molto più della caccia al tesoro ed alla quasi scontata rivalità tra archeologi “buoni” e predoni senza scrupoli.

Wilbur Smith riesce in questo libro a creare un’aspettativa nel lettore di scoprire il passo successivo, il prossimo pezzo del puzzle, come in pochi altri libri che ho letto.

Una curiosità: il libro è legato alla propria immaginazione, alla propria ricostruzione mentale dei luoghi. Mi è capitato di sentire l’audiolibro de “Il settimo papiro” ed è stata un’esperienza estremamente deludente – ma è appunto un’opinione strettamente personale.

Disponibile su Amazon in ogni forma possibile: https://www.amazon.it/settimo-papiro-Wilbur-Smith/dp/8869057747/

.