Amarna, Kemet Djedu, Mai cosa simile fu fatta

IL SARCOFAGO DELLA TOMBA KV55

Di Grazia Musso

Legno, foglia d’oro e paste vitree
Lunghezza cm 185 – Scavi di Th. M. Davis 1907
Museo Egizio del Cairo – JE 39627

Il sarcofago ritrovato nella tomba 55 della Valle dei Re riserva ancora molti interrogativi.

Realizzato probabilmente per una donna fu riadattato poi ad accogliere la salma del sovrano, come fanno supporre la presenza dell”ureo, della barba posticcia e delle insegne regali, oggi assenti, ma certamente previste, quali lo scettro e il flabello.

I cartigli sul sarcofago sono stati cancellati, il volto incorniciato da una lunga parrucca è ormai irriconoscibile, a causa del l’asportazione della lamina d’oro che fungeva da maschera funeraria.

Il sarcofago antropomorfo, di pregevole fattura presenta decorazione rishi, decorazione che riproduce il piumaggio di un uccello, e sono stati asportati intenzionalmente i cartigli col nome del defunto.

Analogo trattamento di asportazione è eseguito sul volto di cui, attualmente, non resta che il sopracciglio e parte dell’occhio destro.

Dai casi canopi rinvenuti nella tomba sono stati asportati gli urei e abrasi i nominativi.

Tutti gli oggetti recuperati con il sarcofago all’interno della tomba 55 sono riconducibili all’epoca amarniana.

Fonte

I tesori dell’antico Egitto nella collezione del museo del Cairo – National Geographic – Edizioni White Star

ISCRIZIONE DEL SARCOFAGO REPERTATO NELLA KV-55

Di Livio Secco

Il sarcofago fu ritrovato da:

  • Theodore Monroe Davis
  • Edwart Russell Ayrton
  • Arthur Edward Pearse Brome Weigall


durante la loro campagna di scavo nel 1907.


Esso fu repertato in una tomba sigillata da un doppio muro che presentò da subito una serie di stranezze che erano completamente al di fuori della normale attività di sepoltura nell’antico Egitto.

Questo evento lo narro con dettagli nel mio Quaderno di Egittologia 38, SULLE TRACCE DEL RE – Il ritrovamento della famiglia di Tutankhamon (chi è interessato lo può trovare qui: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/sulle-tracce-del-re/).

Si parla sempre molto del proprietario della KV62, ma, come dettaglio nel mio Quaderno, ci si dimentica spessissimo che furono ritrovati anche suo padre (nella KV55), sua madre (nella KV35) e la sua regina (KV25).

Mi permetto di aggiungere il commento filologico del sarcofago stesso. Come al solito ho aggiunto la codifica IPA per chi vuole leggere i geroglifici senza averli studiati.

Kemet Djedu

IL PETROGLIFO DI UNIS

Di Livio Secco

In un rilievo epigrafico riportato da Flinders Petrie, uno dei più importanti egittologi, vero fondatore di un certo modo di procedere con l’archeologia, viene menzionato il faraone Unas della V Dinastia; mi permetto di allegare la traslitterazione e la traduzione del petroglifo repertato da Petrie stesso.


Come al solito ho aggiunto il codice IPA per chi vuole leggere i geroglifici senza averli studiati.

Kemet Djedu

HATSHEPSUT E LA SPEDIZIONE A PUNT

Di Livio Secco

La regina Hatshepsut ordina una spedizione commerciale verso la terra di Punt.

L’inviato reale, che comanda la spedizione, è il funzionario Nehasi.

Qui lo vediamo appena sbarcato dalla sua nave.

Si presenta, con i soldati della sua scorta, al re di Punt e gli consegna i doni che la regina egizia aveva preparato per lui.

Questo, che vi presento, è un brevissimo estratto di uno dei quattro lavori che abbiamo svolto quest’anno durante il XVII LABORATORIO DI FILOLOGIA EGIZIA.
Per coloro che vogliono leggere i geroglifici senza averli studiati ho aggiunto la pronuncia secondo il codice IPA.

Kemet Djedu

IL PROTOCOLLO REALE DI HATSHEPSUT

Di Livio Secco

Durante la XVIII dinastia, dopo la morte del re Thutmose II, diventa sovrano dell’Egitto il suo figlio Thutmose III che il re ha avuto da una regina secondaria.

La regina vedova di Thutmose II ne diventa la reggente regnando al suo posto.

Quando il principe diventa adulto Hatshepsut non cede a lui il governo dell’Egitto, ma lo associa al trono in una posizione evidentemente complementare.

Thutmose III diventerà l’unico sovrano dell’Egitto solamente alla morte della regina che nel frattempo aveva assunto l’iconografia di un vero e proprio re (maschio).

Il regno di Hatshepsut non rientra nei valori e nei concetti della civiltà egizia.

Qualche tempo più tardi inizierà, probabilmente per azione di Ramesse II, la damnatio memoriae in modo da cancellarla dalla storia del Paese.

Per coloro che volessero approfondire la tematica consiglio la lettura del Quaderno di Egittologia 22: IL PROTOCOLLO REALE – Composizione dell’onomastica faraonica che potete trovare qui: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/

Kemet Djedu

IL MIO PREFERITO

THUTMOSE III

Di Livio Secco

Essendo appassionato (anche) di oplologia e polemologia, il mio sovrano egizio preferito non può che essere Thutmose III. Le sue indubbie qualità militari lo hanno fatto soprannominare dagli storici moderni “Napoleone d’Egitto”.


Vi presento qui il suo Protocollo Reale.


Quando il principe ereditario nasceva, i suoi genitori gli assegnavano un nome. Quando il principe diventava re compilava la sua titolatura reale. Essa era composta da cinque grandi nomi.
Lo studio dell’onomastica dei re egizi è importantissimo perché indica il programma politico del sovrano. Purtroppo non è facile da tradurre. Nel breve spazio del nome le regole grammaticali spesso sono confuse e alcuni geroglifici sono mancanti.
Inoltre i re egizi modificavano spesso i loro nomi. Ciò dimostra che l’onomastica si adeguava ad una diversa situazione politica. Un esempio facile: il celebre sovrano della KV62 nasce con il nome di Tut-ankh-ATON. Ma in seguito alla ricomposizione dell’eresia amarniana cambia il nome in Tut-ankh-AMON.


Per coloro che volessero approfondire la tematica consiglio la lettura del Quaderno di Egittologia 22: IL PROTOCOLLO REALE – Composizione dell’onomastica faraonica che potete trovare qui: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/

Kemet Djedu

NEFERTARI (QV66)

Di Livio Secco

La tomba QV66 della regina Nefertari è sicuramente tra le più belle dell’antico Egitto.

Sono moltissime le pareti che mi interessano con le loro relative immagini, didascalie e testi religiosi.

Qui ve ne presento alcune.

HORUS E NEFERTARI

Per chi la volesse ricercare dico subito che si trova a destra dell’accesso. Appena scese le scale si gira a destra, si prosegue per qualche metro e si gira nuovamente a destra.

Su una stretta parete si trova la raffigurazione che vi presento. C’è Horus che prende per mano Nefertari e la presenta agli dèi.

Come al solito ho messo anche la pronuncia IPA per chi volesse leggere i geroglifici senza averli studiati.

NEFERTARI E HATHOR

Pilastro I della camera sepolcrale

Ho provveduto a numerare le quattro colonne di testo didascaliche dei personaggi e ho aggiunto la pronuncia secondo il codice IPA per coloro che non hanno studiato i geroglifici.

I sensi di lettura sono coordinati con i personaggi: le colonne 1 e 2 di Nefertari si leggono da sinistra a destra. Le colonne 3 e 4 di Hathor si leggono da destra a sinistra.

Da convenzione internazionale le iscrizioni geroglifiche, in qualunque posizione si trovino, si riportano per righe orizzontali da sinistra a destra in ossequio al nostro senso di scrittura e lettura.

Pilastro III della camera sepolcrale.

Come al solito ho aggiunto qualche osservazione e soprattutto la pronuncia secondo il codice IPA per coloro che vogliono leggere i geroglifici senza averli studiati.

Kemet Djedu

AMENEMHAT IV – La placca traforata

Di Livio Secco

Ivo Prezioso ha descritto QUI un manufatto decisamente originale.
Si tratta del gioiello 59194 custodito al British Museum di Londra.

Non mi voglio assolutamente dilungare sul pezzo perché Ivo lo ha descritto abbondantemente. Mi permetto, però, di affiancarmi con un commento filologico.

Ho aggiunto anche la fonetica con il consueto codice IPA per coloro che non sanno leggere il geroglifico (e che dovrebbero assolutamente impararlo, visto che si tratta di una stupenda ginnastica intellettuale).

Kemet Djedu

LA COPPA DEI DESIDERI (KV62)

Di Livio Secco


Il calice a forma di loto descritto QUI da Ivo prezioso è uno dei reperti più belli trovati nella KV62 di Tutankhamon.


Purtroppo, come spesso affermo durante le lezioni o conferenze, dico che la tomba, pur ricca di manufatti preziosi e pregiati, è poverissima di informazioni storiche e di documentazioni scritte.
Al filologo resta nulla o pochissimo per lavorare. Soltanto le iscrizioni parietali e quelle poste sui manufatti dalle quali si derivano poverissime informazioni su quello che certamente è stato uno dei periodi storici più particolari della civiltà egizia.


Spero che troviate interessante questo contributo. Come al solito ho aggiunto la fonia per la lettura dei geroglifici. All’epoca della pubblicazione non usavo ancora la codifica IPA.

Kemet Djedu

MUTEMUIA

Di Livio Secco

L’articolo di Franca Loi sulla regina Mutemuia, appartenente alla celeberrima XVIII dinastia, propone anche un bellissimo rilievo epigrafico; mi permetto quindi di affiancarmi a lei con il relativo commento filologico.

Il testo si sviluppa su tre colonne che si leggono da destra a sinistra. Basta verificare quale direzione hanno i geroglifici non simmetrici. Poiché sono voltati verso destra li si legge da quella direzione visto che la lettura si effettua andando incontro ai segni.

Ricordo che, per convenzione internazionale, quando si fanno studi filologici, i segni vanno sempre riportati da sinistra a destra su riga. Questo per facilitare il nostro senso di lettura.

Ricordo anche che, nonostante il nome della regina sia compreso in un cartiglio, le grandi spose reali non avevano un Protocollo Reale.

Come al solito, per coloro che non conoscono la scrittura geroglifica ma vogliono leggere ugualmente il geroglifico, ho aggiunto la codifica IPA.

Kemet Djedu

PASHEDU (TT3)

Di Livio Secco

L’ACCESSO

Il tunnel di accesso è decorato con una spina centrale e con due superfici laterali che coprono le due pareti laterali dove è anche raffigurato per due volte il dio Anubi.

Di seguito il commento filologico della spina centrale; come di consueto ho aggiunto la fonetica in base al codice IPA per permettere di leggere il geroglifico a chi non lo ha (ancora) studiato.

PARETE EST, lato sinistro

Questa tomba mi è particolarmente cara perché ho trascorso giusto qualche mese nel compilare una ricerca su di essa che comprendesse la traduzione di tutti i testi geroglifici che vi sono raffigurati.

Molto spesso, quando ne sento parlare, Pashedu viene presentato come un pittore della squadra degli artigiani impegnati a realizzare le tombe dei faraoni nella Valle dei Re.
Sicuramente questa considerazione è derivata dalle bellissime raffigurazioni parietali. Ma la realtà, come sempre, sorprende la fantasia.

Traducendo i testi, infatti, si comprende come Pashedu sia un esperto di pietre. Perciò non era un pittore ma sicuramente un cavatore.

Credo di far cosa gradita presentandovi la traduzione del testo relativo alla parete EST lato sinistro.

SOFFITTO, LATO SUD

Quello che vi propongo qui è la parte finale dell’iscrizione geroglifica che è stata dipinta sul soffitto, sul lato che si sviluppa formando la parete SUD.
Su questa parte del soffitto ci sono quarantacinque colonne di geroglifici.
In questa sezione c’è un testo lungo che deriva dal CLXXX capitolo del Libro dei Morti. Il testo corrisponde ad un parte di quello che è anche conosciuto come “Litania del Sole”.

Anche in questo caso, come già visto su altre pareti della tomba, siamo in presenza di errori dovuti ad omissioni o aggiunte di semplici geroglifici o parti di frase dovuti all’imperizia degli artigiani.
Il testo è lungo perché lo spazio dedicatogli corrisponde all’intero asso longitudinale della camera funeraria.

Il testo, nella sua parte finale dice:

“Io riposo nella Duat, io prevalgo sull’oscurità quando io entro in essa ed esco da essa. Io ricevo le vostre braccia, Tatenen.
Sollevami o clemente!
Possiate darmi le vostre braccia poiché io sono a conoscenza delle formule per guidarmi.”.

A ben vedere il testo geroglifico si interrompe proprio nella sua proposizione finale lasciando la frase sospesa ed incompiuta.

DOMANDA: MI SAPETE DIRE PERCHÉ IL TESTO NON FU COMPLETATO?

Potete inserire la risposta nei commenti in basso

Qui riporto la corrispondente grafia geroglifica.

IL TIMPANO ORIENTALE

Il lavoro di traduzione che ho svolto ha avuto anche un aspetto curioso. Da sempre sentivo riportare che Pashedu fosse un abile pittore. La qualità della sua tomba si prestava a dimostrarlo.
Traducendo il testo, però, si comprende che Pashedu sia un esperto di pietre. Di conseguenza è molto più credibile che egli fosse un cavatore e non un pittore.
Lo dimostrerebbe anche il fatto che, periodicamente, il capitano di una nave che riforniva il cantiere di Karnak e Deir el Medina lo prendesse con se per portarlo nelle cave. Evidentemente voleva avvalersi della sua competenza in materiali litici.
Per farla breve… Questo capitano aveva una bella figlia che Pashedu non tarderà ad impalmare. Il comandante diventa così suo suocero ed è rappresentato con tutta la sua famiglia nella TT3.

Come di consueto ho aggiunto la fonetica in base al codice IPA per permettere di leggere il geroglifico a chi non lo ha (ancora) studiato.

Per tutti coloro che volessero approfondire il tema di questa bellissima tomba di un operaio del re non posso che consigliare l’unica monografia esistente nella letteratura italiana. Essa comprende il testo geroglifico, la traslitterazione e la traduzione di tutti i testi parietali.
Per gli autodidatti che stanno studiando (o hanno già studiato filologia egizia) il testo ha una valenza di completa ed impegnativa esercitazione.

Lo potete trovare qui: https://www.amazon.it/tomba…/dp/8899334579/ref=sr_1_1…