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Decorated Chest of Tutankhamun

By Jacqueline Engel

The royal couple, portrayed in the informal attitudes introduced during the Amarna period, is relaxing in a lush garden. The floral motif is continued in the other decorative panels, which depict a variety of animals in pursuit of their prey. The lid shows the queen offering flowers to the king, while below them attendants are plucking flowers.

Made of a red wood, almost every part of the outer surface is either inlaid, gilded, covered, or veneered. Ebony, ivory, faience, calcite, and gilt are the materials that richly decorate the surface and adhere to it by means of glue and, in a few cases, copper nails.

In the center, surrounded by borders of stained ivory, is a scene depicting the king and queen in the marshes. Tutankhamun sits on a cushion on a chair while shooting arrows into the thicket before him. Fish are depicted in the pool, while birds flutter around the vegetation. Ankhesanamun, seated on a cushion at his feet, holds his next arrow in her left hand, while an attendant in the lower right retrieves a speared fish and bird.

A variety of animals in pursuit of their prey.
The floral motif is continued in the other decorative panels.

Egyptian Museum Caïro

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Stele

LA STELE DI RAMOSE

Di Francesco Alba

Una bambina seduta sotto o accanto alla sedia di sua madre regge una ciotola con del cibo.

Il dettaglio proviene dalla stele funeraria di Ramose, funzionario della Diciannovesima Dinastia che servì in qualità di scriba e amministratore sotto Ramses II. Ramose era un funzionario del tempio, appartenente ad una famiglia che deteneva alti incarichi fin dal regno di Tuthmosi IV (Diciottesima Dinastia). Fu scriba del tesoro del tempio in qualità di contabile per gli Armenti di Amon e amministratore capo per la Casa del Portatore del Sigillo.

Provenienza: TT250 – Necropoli Tebana.

Diciannovesima Dinastia (1307 – 1196 a.C.).

Museo Egizio di Firenze (2522; Codice di Catalogo Nazionale 0900177784)

La stele in calcare bianco, di forma centinata, presenta due sezioni. Nella prima il defunto Ramose, accompagnato dalla moglie Teptu, rende omaggio a Osiride seduto sul trono, dietro al quale sono presenti le dee Iside e Nefti. Nel mezzo è posta una tavola d’offerte sulla quale sono accatastati cibi e bevande. Nella sezione inferiore il defunto e la moglie, seduti, raffigurati due volte, a destra e a sinistra, ricevono offerte da parte dei figli. In entrambe le sezioni sono incise colonne di testo, con invocazioni a Osiride e Ptah.

Nelle tombe private e sulle stele funerarie, i bambini sono raffigurati sotto le sedie dei loro genitori (o accanto) simbolicamente poste ad occidente, dimora dei morti: essi sono rivolti a dei portatori di offerte, un gruppo che può includere altri figli, provenienti da oriente (la terra dei viventi). Anche i piccoli non altrimenti sepolti nella tomba potevano essere raffigurati sulle stele realizzate in memoria del defunto e come interfacce di contatto con i vivi.

Riferimenti:

  • Catalogo Generale dei Beni Culturali “https://catalogo.beniculturali.it/…/Archaeol…/0900177784
  • N. Harrington, A world without play? Children in Ancient Egyptian Art and Iconography. In “The Oxford Handbook of the Archaeology of Childhood” – Chapter 29. (2018). Ed. S. Crawford, D. Hadley, G. Shepherd.

Fotografie:

  • Dettaglio: N. Harrington – 2018; DeAgostini/Getty Images – 2008
  • Stele: F. Alba – 2019
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Pavement from Akhetaton

By Jacqueline Engel

Remains of a painted plaster pavement from the ruins of a palace of King Akhenaten near El-Hagg Qandll (El-Amarna).

It was found in 1891 and it was decided that it be left in situ and a shelter was constructed over it.

In 1910, some villagers, apparently out of spite, broke in and destroyed most of it. The pieces were brought to the Museum and the whole reconstructed from drawings made of it while it was complete.

XVIIIth Dynasty.

Egyptian Museum Caïro

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Mai cosa simile fu fatta, XVII Dinastia

GLI HYKSOS NEL DELTA E LA XVII DINASTIA

Di Franca Loi

IL TESORO DI AHHOTEP

Sarcofago di Seqenenra Ta’o.

Seqenenra Ta’o, fu il primo principe egiziano a ribellarsi agli invasori asiatici, guerreggiando contro gli stessi per riappropriarsi di alcuni nomi andati perduti e probabilmente venne ammazzato in combattimento, tenendo conto delle importanti lesioni sul capo della sua salma sottoposta ad imbalsamazione.

Alla fine del Medio regno, 1650 a.C, la debolezza dei sovrani portò ad un nuovo frazionamento dell’Egitto. Le popolazioni di origine vicino-orientale, già da tempo stanziatesi nel Delta, ne approfittarono per estendere un certo controllo sul Resto del Medio Egitto. Il merito della riunificazione del paese va ,a Tebe che, con con i sovrani della XVII dinastia dopo lunga lotta, sconfigge gli Hyksos. A dispetto dell’importanza ideologica dell’espulsione degli Hyksos, scarsa documentazione è rimasta; ” in realtà non conosciamo nemmeno la cronologia precisa dei fatti accaduti, per i quali sono state proposte date anche molto lontane tra loro, che vanno dal quarto anno di regno di Ahmosi fino al suo quindicesimo anno. È però disponibile una descrizione dei fatti per mano di un protagonista degli stessi: Ahmose, figlio di Abana, un militare che anni prima aveva partecipato alla alle campagne di Seqenenre contro gli Hyksos.” Ahmose svolse ruoli importanti sotto tre faraoni e dimostrò il proprio valore anche durante l’assedio della capitale Hyksos. Conquistò varie mani: gli egizi, Infatti, tenevano il conto dei nemici morti in combattimento tagliando loro le mani o il pene, per poi contarli e catturò un uomo e tre donne; perciò fu ricompensato più volte con l’oro al valore.

La testa della mummia di Seqenenra Ta’o. Le frecce indicano le ferite (fotografia dell’anatomista G.Elliot Smith, 1912).

Fonte: Alan Gardiner (riferito a Seqenenra Ta’O): “Séqenenra Ta’O, contorto come negli spasmi dell’agonia, mostrava orribili ferite al collo e alla testa. Si è supposto che fosse morto combattendo contro gli Hyksos, ma non se ne hanno le prove; non doveva avere più di trent’anni.”

Proseguendo le campagne contro gli Hyksos, iniziate dai suoi predecessori, Ahmose I, rase al suolo Avaris. Dopo lunghe lotte, inseguimenti e assedi liberò l’Egitto dagli Hyksos risvegliando il patriottismo della popolazione come documenterà l’iscrizione rinvenuta nello Steos Artemidos, un piccolo tempio rupestre della regina Hatshepsut.

Ascia cerimoniale in bronzo recante il cartiglio di Seqenenra Ta’o. Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles.

Come già accaduto nel Medio Regno, la riunificazione del paese determina un forte sviluppo della cultura. Già agli inizi della XVIII dinastia i sovrani, eredi della tradizione faraonica, realizzano opere d’arte che, nelle forme astratte e idealizzate, si richiamano all’Antico.L’arte tebana, in particolare, già dalla fine della XVII dinastia raggiunge livelli che possiamo ammirare nel tesoro di Ahhotep. Figlia di Seqenenre Ta’o, sovrano della XVII dinastia; la regina Ahhotep fu la madre di Ahmosi I, il primo faraone del Nuovo Regno.

“Fu Ahhotep ad occuparsi del governo della Valle del Nilo fino alla maggiore età del figlio. La donna si distinse per il lavoro svolto, impegnandosi in prima persona, come sembrano suggerire le armi rinvenute nella sua tomba e le mosche d’oro che adornavano la sua mummia. Lo stesso re ne riconoscerà i meriti in un’iscrizione a karnak, in cui elogia i suoi successi dicendo che “conosce l’Egitto e si preoccupa dei suoi problemi”. “

Sarcofago di Kamose (Il Cairo, Museo egizio).

Kamose, probabilmente figlio di Seqenenre Ta’o, prese il posto del padre nella lotta contro gli invasori e il racconto ufficiale di questa guerra, che oppose Egizi e Hyksos, è narrato su due stele ritrovate a Karnak e una tavoletta conosciuta sotto il nome di “tavoletta Carnavon”. «….mi sono precipitato sulla corrente (del Nilo) con forza per abbattere gli Asiatici….. il mio valoroso esercito davanti a me come un soffio di fuoco…».

Testa della statua in pietra calcarea del faraone Ahmose I.
(1550-1525 a.C. circa), Metropolitan Museum of Art

Immagine su un’ascia di Ahmose I con in mano un guerriero Hyksos trovato tra i corredi di sua madre, Ahhotep I, lei stessa una guerriera.

Stele della regina Tetisheri, nonna di Ahmose.
Il re Ahmose I compare nell’atto di onorare l’ava. Museo egizio del Cairo.
Particolare del sarcofago di Ahhotep.
Ahhotep I è stata una regina della XVII Dinastia, figlia di Ta’o I e della regina Tetisheri. Il suo nome, che significa ” Possa la luna essere soddisfatta”,
Pettorale di Ahhotep.
Su questo pettorale d’oro e pietre trovato nella sua tomba, gli dei Amon e Horus versano l’acqua della purificazione su Ahmosi, durante la cerimonia della sua incoronazione.
Museo Egizio, Il Cairo.

Armi cerimoniali e gioielli dalla tomba di Ahhotep I, inclusa un’ascia con Ahmose I che abbatte un guerriero Hyksos e oro dono assegnato alla regina per il suo ruolo nella sconfitta degli Hyksos

Fonte:

  • Maurizio Damiano: Antico Egitto-Electa
  • National Geographic
  • Le nebbie del tempo
  • Wikipedia
  • Alan Gardiner
  • Alamy
  • Storie di storia
  • L’Egitto dei Faraoni: i tesori del Museo Egizio del Cairo
Mai cosa simile fu fatta, Nuovo Regno, XVIII Dinastia

LA XVIII DINASTIA

Di Grazia Musso

Il periodo della storia egiziana denominato “Nuovo Regno” può essere considerato come uno dei più floridi, sia dal punto di vista politico sia da quello storico-artistico.

È l’epoca degli Amenhotep ( I, II, III) e dei Tutmosis ( I, II, III,, IV), di Hatshepsut, dei Ramses ( I, II, III, IV-XI).

Di alcuni si possono tuttora vedere i volti osservando le mummie rinvenute nel 1881 nella cachette di Deir El – Bahari, nascondiglio al quale i sacerdoti tebani della XXI Dinastia ricorsero per preservare i corpi regali dalla profanazione.

Questo periodo, durato 465 anni dalla fondazione del Nuovo Regno alla scomparsa dell’ultimo ramesside, attraversò varie fasi, politiche e religiose: la prima parte della XVIII coincide con la cacciata degli Hyksos, mentre la svolta che portò all’inizio della seconda fase si ebbe con l’avvento di Amenhotep IV-Akhenaton.

L’arte toccò livelli di estrema ricercatezza….. nello scopo celebrativo di sovrani e nobili si affaccia anche il piacere estetico della creazione del bello che apre lo spirito alla contemplazione dell’opera.

A questo si aggiunge anche il fiorire delle mode, ciò si potrà notare sia nelle acconciature o nelle vesti, sia nelle scelte artistiche.

Fonte

Egitto la terra dei faraoni – Regine Schulz e Matthias Seidel – Konemann

I tesori dell’antico Egitto nella collezione del museo egizio del Cairo – National Geographic – Edizioni White Star

Antico Egitto – Maurizio Damiano – Electra

Foto dei libri su citati

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Cartonnage of Tuya

By Jacqueline Engel

Gilded openwork cartonnage frame of the mummy of Tuya who was married to the priest Yuya and was the mother of Queen Tiye, wife of King Amenhotep III.

She had several titles including the singer of Amun’ and ‘the Cloth Inspector of the Royal Palace’.

It was damaged by the looters on January 28, 2011. Parts were broken and other parts were cracked. It has now been restored to its former condition.

Gilded cartonnage New kingdom, 18th dynasty – Valley of the Kings, Thebes.

Egyptian Museum Caïro

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The Coffin of Lady Isis

By Jacqueline Engel

The coffin was discovered in the tomb of Sennedjem among several other coffins of the family members.

It belongs to the Lady Isis wife of the artisan Khabekhent, son of Sennedjem.

The outer coffin depicts Isis in a loose robe carrying the secret Ivy leaves and the coffin is surrounded by the four sons of Horus to protect her body.

Tomb of the Noble Sennedjem

New Kingdom, 19th Dynasty (1295-1186 BC)

Deir el-Madina, Thebes

Wood – Pigment

Text and location NMEC Cairo

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Egyptian knot hieroglyph

By Jacqueline Engel

The ancient Egyptian knot hieroglyph, or girdle knot.
Besides its use as a hieroglyph, it has usage in statuary and reliefs.

The knot hieroglyph is also an amulet, typically made of worked stone, or as jewellery elements.

Detail of statue at the Egyptian Museum Caïro

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Kemet Djedu

IL MOBILE PORTAGIOIELLI DI TUYA

A cura del Docente Livio Secco

Questo bellissimo mobile portagioielli, oltre ad essere un piccolo capolavoro di ebanisteria, il reperto è importante perché fu trovato, come parte del corredo funerario, nella tomba KV46 di Tuya e Yuya nella Valle dei Re.

Questi due personaggi sono i genitori della regina Tyy sposa del re Amenhotep III, uno dei più importanti sovrani della XVIII dinastia.
Essendo i suoceri del faraone ottennero il permesso di farsi seppellire nell’importantissima necropoli.

Vi presento qui un’esercitazione per i miei allievi dei Laboratori di Filologia Egizia che prende in considerazione appunto questo bellissimo reperto.

Il mobile è particolarmente interessato al Protocollo Reale della coppia di sovrani Amenhotep III e la sua regina Tyy.

IL COPERCHIO

IL LATO ANTERIORE

IL LATO DESTRO E IL LATO SINISTRO

IL LATO POSTERIORE

Foto di Jacqueline Engel

LA DECORAZIONE INFERIORE


Per coloro che volessero approfondire il tema consiglio la consultazione del testo IL PROTOCOLLO REALE – Composizione dell’onomastica faraonica (QdE22): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/

IN AGGIORNAMENTO

Mai cosa simile fu fatta, Medio Regno, Statue

STATUA DEL MAGGIORDOMO SAKAHERKA

Di Grazia Musso

Quarzite
Altezza 62 cm
Karnak, Tempio di Amon-Ra
Fine della XII – inizio Dell XIII Dinastia
Museo Egizio del Cairo

Questa statua raffigura Sakaherka, un maggiordomo vissuto verso la fine della XII Dinastia, fu depositata a scopo votivo nel grande tempio di Karnak.

Il proprietario è seduto su un trono massiccio, con le mani appoggiate sulle gambe e lo sguardo fisso davanti a sé.

I volumi della scultura, dai toni caldi emanati dalla Quarzite gialla, sono sobri ed armoniosi.

Il copricapo, modellato secondo la consuetudine dell’epoca presenta una superficie arrotondata che si armonizza con il volto, dove sono sottolineati i lineamenti di Sakaherka.

Il corpo è avvolto in una gonna fissata sull’addome, sulla quale è stata tracciata una colonna di geroglifici recante il nome del maggiordomo.

Fonte

I tesori dell’antico Egitto nella collezione del museo Egizio del Cairo – National Geographic. – Edizioni White Star