Mai cosa simile fu fatta, Medio Regno, Statue

LA SFINGE DI SESOSTRI III

Di Grazia Musso

Altezza 42,5 cm
Lunghezza 75,5 cm
Metropolitan Museum of Art, New York – 17.9.2.

Raffigurato sotto forma di sfinge, il sovrano è garante del creato, espressione del potere regale e divino.

La notevole espressività di questa sfinge deriva dall’apparente contrasto fra i segni di vecchiaia che segnano i volto di Sesostri III e il massiccio corpo del leone.

Enrambi le componenti esprimono grande determinazione e la testa, lievemente tesa verso ‘alto sottolinea la tensione vigile del corpo, creando un’ unità armonica.

Fonte: Egitto terra dei faraoni – Regine Schulz e Matthias Seidel – Konemann

Foto: Egitto, la storia è civiltà.

Mai cosa simile fu fatta, Medio Regno, Statue

IL BUSTO DI AMENEMHAT III

Di Grazia Musso

Medio Regno XII Dinastia
Lega di rame e resti di intarsi in oro, argento, elettro e cristallo di rocca
Altezza cm 46, 9 – Medinet El – Fayyum, Tempio di Sobek
Collezione George Ortiz (in precedenza collezione Maurice Tempelsman, New York, 1971 – 1986)

Raffigurazioni del sovrano realizzate in metallo sono conosciute fin dall’antico Regno e facevano parte della statutaria del tempio.

Poche di queste statue sono sopravvissute, in quanto molte sono state rubate o fuse per un successivo reimpiego.

Questo busto è senza dubbio un capolavoro della lavorazione del metallo.

Non si sa se la figura rappresentasse il re in piedi o assiso al trono, poiché il resto del corpo era lavorato separatamente e non è finora rinvenuto.

L’importante copricapo è stato applicato separatamente, mentre è scomparsa la fascia frontale alla quale si reggeva sul capo.

Busto è testa a fusione cava unica, bronzo dalle pareti spesse un centimetro

Il volto è molto espressivo, la forma, la mandibola prognata, il mento pronunciato e le sopracciglia ben disegnate sono elementi riscontrabili anche in altri ritratti di Amenemhat III

Occhi incastonati di calcare cristallino levigato ( calcite, alabastro Egiziano}, cornea incrostata di cristallo di rocca.

Il contorno degli occhi è sottolineato da un’incrostazione d’argento o elettro.

Fonte

Egitto la terra dei faraoni – Regine Schulz e Mattias Seidel – Konemann

Medio Regno, Statue

LA STATUA DI SENNUWI

Di Patrizia Burlini

Granodiorite, altezza 116,2 cm
XII Dinastia, Regno di Senwosret I (1971–1926 B.C.)
Conservata al MFA Boston, 14.720

La raffinata bellezza di Sennuwy, moglie di un potente governatore, Djefaihapi di Asyut (la cui tomba scavata nella roccia è la più grande tomba non reale del Medio Regno) emerge prepotentemente in questa statua, tra le più belle del Medio Regno, XII Dinastia.

Durante il Medio Regno i funzionari egiziani continuarono la pratica di dotare le loro tombe di statue di sé stessi da donare poi ai santuari di dei e antenati divinizzati. In seguito anche nel Primo Periodo Intermedio, gli scultori produssero statue in pietra su larga scala, tornando alle forme e alle tipologie di base stabilite nell’Antico Regno.

La statua fu scoperta a Kerma in Sudan, nella tomba di un re vissuto circa tre secoli dopo. Come sia arrivata lì non è dato sapere ma la bellezza della scultura dev’essere stata un valido motivo per far sì che il re nubiano decidesse di averla con sé nella sua tomba.

Realizzata in granodiorite splendidamente levigata, presenta i lineamenti raffinati di una giovane donna slanciata, abbigliata con un abito aderente alla moda e una parrucca dai lunghi capelli. L’aspetto idealizzato, di una bellezza senza tempo, e l’espressione serena sono tipiche della prima metà della XII Dinastia e richiamano l’arte dell’Antico Regno.

Sennuwy siede su un blocco con la mano sinistra appoggiata sulle ginocchia e la mano destra che tiene un fiore di loto, simbolo di rinascita. Ai lati e alla base della sedia sono incisi testi geroglifici che dichiarano che è venerata alla presenza di Osiride e di altre divinità associate all’aldilà.

Dopo la scoperta, effettuata dalla spedizione egiziana della Harvard University-Boston Museum of Fine Arts nel 1913, la statua venne poi successivamente assegnata al museo di Boston dal governo del Sudan nel 1914.

La statua al momento del ritrovamento
La statua liberata da sabbia e detriti, ancora in loco
Il difficile trasporto della statua

Attualmente possiamo ammirare l’opera presso il Museum of Fine Arts di Boston, Stati Uniti.

Mai cosa simile fu fatta, Medio Regno, Statue

LA STATUA DI SESOSTRI I

Di Grazia Musso

El-Lisht, complesso funerario di Sesostri I – XII Dinastia
Pietra calcarea, Altezza 200 cm, Larghezza 58,4 cm
Scavi dell’istituto Francese di Archeologia Orientale
Museo Egizio del Cairo, JE 31139.

Dieci di queste statue, probabilmente sepolte nel corso di un rituale, sono state rinvenute in una fossa nella zona del tempio.

Il sovrano è seduto su un trono cubico, ed ha un’espressione serena, appare giovane, con un volto armonioso e ben proporzionato.

L’intera figura, dai tratti stilizzati, risente ancora della tradizione scultorea dell’Antico Regno, la muscolatura è rigida e schematica e ne accentua il senso di forza.

Sesostri I indossa il nemes e un gonnellino aderente, sulla sua fronte l’ureo, sul mento la barba posticcia, entrambi simboli di regalità.

Le mani appoggiano sulle gambe: in quella destra impugna il cilindro, mentre la sinistra è distesa con il palmo rivolto verso il basso.

Il trono, su cui è seduto, ha i fianchi decorati a rilievo con il motivo del sema-tauy, che riproduce l’Unione delle Due Terre, affiancato da due personificazioni del dio Nilo è dai simboli delle piante araldiche del Nord, il papiro e del Sud il fior di loto.

Il cartiglio conil nome dell’incoronazione del sovrano Kheperkara sovrasta la composizione, insieme ad altri geroglifici che riportano i nomi delle divinità rappresentate..

La doppia immagine del dio Nilo, presente sui troni di 5 statue, è sostituita nelle altre, da quella di Horo e Seth, sormontati dal cartiglio con il nome di nascita del faraone: Senusret (Sesostri).

Fonte

I tesori dell’antico Egitto nella collezione del Museo del Cairo – National Geographic – Edizioni White Star.

Antico Regno, Statue

L’ISPETTORE DEGLI SCRIBI RAHERKA E SUA MOGLIE MERSEANKH

Di Giusy Antonaci

Scultura in calcare
IV- V dinastia – Antico Regno (2700-2200 a.C.)
Museo del Louvre

Questa posa delicata di una coppia statuaria egizia fa pensare che nella vita si può guardare avanti, si deve, e lo si riesce a fare meglio con una mano sulla spalla.

Che sia quella di una donna, di un uomo, di una moglie, di un marito, di un parente caro o del più grande amico.

Avanti, sempre avanti, e mai con la testa china.

Anche se davanti a sé c’è il buio, il vuoto del deserto, tutto da costruire di nuovo, l’inconoscibile.

Il senso di ogni cosa è la rinascita….

Vista frontale
Antico Regno, Mai cosa simile fu fatta, Statue

LA STATUA DI PEPI I INGINOCCHIATO

Di Grazia Musso

VI Dinastia – Scisto Altezza 15,2 cm.
Provenienza sconosciuta
New York, Brooklyn Museum, Charles Edwin Wilbour Fund, 39.121.

Questa statua, caratterizzata dalla tensione del corpo inginocchiato con le mani che offrono due vasi nu, con i tratti del volto molto marcati, è forse il primo esempio di rappresentare in questo modo il re, sottolineando vivacità ed espressività.

L’iscrizione alla base, che descrive Pepy come “figlio di Hathor”, fa pensare che forse l’opera si trovava nel tempio della dea, a Dendera.

Fonte

Antico Egitto – Maurizio Damiano – Electra

Mai cosa simile fu fatta, Statue

I MODELLINI IN LEGNO DI NIANKHPEPY

Di Grazia Musso

La fine dell’antico Regno e l’inizio del primo Periodo Intermedio, fu graduale, in effetti si ebbe una transizione relativamente lenta.

Nyankhpepy aveva le cariche di “supervisore dell’Alto Egitto, cancelliere del re del Basso Egitto, amico unico, rispettato del dio grande, sacerdote grande e rituale, fra i sacerdoti”.

Visse probabilmente fra la fine della VI è l’inizio della VII Dinastia ; si suppone, oltre sullo stile e le opere rinvenute nella sua tomba, anche dal nome, che contiene quello del faraone Pepy.

Nyankhpepy, soprannominato ” il Nero” ebbe la sua tomba (A 1) a Meir, Necropoli della città di Cusae..

La sua tomba è un esempio di questa delicata fase di passaggio poiché, se la decorazione riflette il gusto delle tombe menfite, i modelli lignei, che vi furono rinvenuti, sono già un’innovazione che che sarà sempre più impiegata nel primo Periodo Intermedio.

Le statuine qui rappresentate, (che verranno descritte in settimana) raffigurano il portatore, che ci fa conoscere un sistema di trasporto inconsueto che consiste in una sorta di zaino con cinghie.

Tre portatrici di offerte che riprendono un motivo divenuto sempre più comune, ma con una sperimentazione nuova, quella di un tentativo di veduta di scorcio e prospettica è infine la statuina dello zappatore con un notevole espressione di movimento.

La statuetta dello zappatore

Da Meir, Tomba A 1, di Nyankhpepy – Fine della VI Dinastia
Calcare dipinto, altezza 36,5 cm. Museo Egizio del Cairo, JE 30810 = CG 250

Questa figura di contadino con la zappa è un ottimo esempio di questa fase artistica di passaggio : il corpo leggermente piegato in avanti, la torsione è appena accennata verso sinistra, ci danno l’idea della scultura ispirata dalle pitture parietali.

La statuetta del portatore

Da Meir, Tomba A 1, di Nyankhpepy – Fine della VI Dinastia
Calcare dipinto, altezza 36,5 cm. Museo Egizio del Cairo, JE 30810 = CG 241

Ha due estremità appuntite sul fondo, forse per poter essere infisso nel terreno durante le soste.

Molto rara, questa statuina che ci mostra un sistema insolito di trasporto: una sorta di zaino, dotato di una fascia che passa sotto il collo dell’uomo.

In mano tiene un contenitore, che nella realtà doveva essere fatto con un intreccio di fibre vegetali.

Fonte:

Antico Egitto – Maurizio Damiano – Electra

Mai cosa simile fu fatta, Statue

LE STATUINE DEI SERVITORI DI NIKAUINEPU

Di Grazia Musso

Le statuine che raffigurano personaggi in varie attitudini lavorative fanno parte di un gruppo particolare di opere dette “modelli”, “statuette di lavoratori”, “statuette di servitori” o ” di servizio”.

Queste raffigurate sono alcune delle statuette di Nikauinepu e appartengono al gruppo più tardo ( V Dinastia).

Statua di arpista
Nella vita dell’oltretomba non poteva mancare la musica ecco quindi un arpista che faceva parte di un gruppo di tre.
Statua di servitore di Nikauinepu – Da Giza, probabilmente cimitero ovest- V 6
Calcare dipinto, altezza cm 20,7. Chicago Oriental Museum, acquisizione 1920, 10642

Il concetto alla base della creazione di queste statuine è ancora una volta il potere magico-religioso della parola, scritta come geroglifico, o raffigurata come statuina: assicura al defunto la sussistenza nell’aldilà

La statuetta del birraio forniva la birra, il birraio è mostrato in una fase preparatoria della conservazione della birra, dunque all’interno di un discorso magico-religioso in cui si rappresentano non solo le offerte ma anche le varie fasi di preparazione, e quindi anche la creazione dei contenitori.

Il birraio

Fra i tanti mestieri rappresentati dalle statuette delle mastabe dell’Antico Regno, non poteva mancare quella del birraio, personaggio chiave di una società in cui le offerte più importanti e la base della dieta dei viventi erano pane e birra.

Da Sakkara, V Dinastia. Calcare dipinto, altezza cm 13. Il Cairo, Museo Egizio, CG 112

Così abbiamo il vasaio, colto nell’atto di modellare una delle sue opere.

Il vasaio

Il vasaio è seduto su un basso blocco e modella il vaso su una semplice ruota. Statua di servitore di Nikauinepu
Da Giza, probabilmente cimitero ovest, V Dinastia
Calcare dipinto, Altezza cm 13,2. Chicago Oriental Institute Museum, 10628. Acquisizione 1920

Assieme al vasaio troviamo il macellaio e l’arpista.

Il macellaio era di fondamentale importanza visto il ruolo dell’offerta di carne al defunto e un arpista, notiamo che è un nano, il che ci ricorda che gli Egizi non eressero barriere sociali legate a caratteristiche fisiche.

Il macellaio

Così come appare nei rilievi e nelle pitture, il macellaio non poteva mancare in questa serie di statuette : la macellazione era fra i più importanti atti nella preparazione delle offerte di carne al defunto.

Statua di servitore di Nikauinepu, da Giza, probabilmente cimitero ovest – V Dinastia
Calcare dipinto, altezza cm 37. Chicago, Oriental Institute Museum 10626. Acquisizione 1920

Fonte:

Antico Egitto – Maurizio Damiano – Electra

Mai cosa simile fu fatta, Statue

LA STATUARIA PRIVATA DELL’ANTICO REGNO

Di Grazia Musso

Un delicato equilibrio equilibrio fu mantenuto dagli artisti egizi fra mondo reale e arte : le grandi statue dei faraoni ispirano maestà, i ritratti espressivi con una grande forza interiore, la natura rappresentata fedelmente, dai lunghissimi papiri agli ippopotami, alle meravigliose oche o eleganti gazzelle si può dire che al tempo stesso l’arte egizia sia e non sia realistica.

Si può parlare di un realismo intelletualistico che vuole rappresentare le cose come sono nella loro interezza e non nella loro apparenza, perché la rappresentazione è la cosa e come sfida al tempo, vittoria sulla morte, ottenuta con la funzione magica, l’agire e il servire della raffigurazione.

Mentre è naturalistica osservando i vari dettagli che ci ridanno i tratti di un viso, la specie di un uccello, o I particolari di una pianta.

L’Antico Regno fu l’epoca dello sviluppo dell’arte, sino alla VI Dinastia, con le sue raffinate opere, in quel delicato equilibrio fra ricerca di perfezione formale e soffio artistico in opere che rischiavano la freddezza degli schemi.

A poco a poco si fa strada una sorta di espressionismo, considerato tipico della produzione antica del Primo Periodo Intermedio.

Gli occhi si fanno più grandi, la bocca carnosa i visi più pieni e tondi.

La statutaria privata dell’antico Regno può essere compresa solo se considerata al suo contesto funerario.

Un’analisi più dettagliata delle opere e delle diverse tecniche impiegate per realizzarle fornisce un interessante spaccato della società egizia.

La bellezza che emana da queste opere scultoree dipende un lato dalla sensibilità estetica e dal gusto degli artisti che le hanno realizzate, dall’altro dal fatto che dovevano, per loro stessa funzione, ambire a un’esistenza eterna.

Fonte:

  • Antico Egitto – Maurizio Damiano – Electra
  • Egitto la terra dei faraoni – Regine Schulz e Matthias Seidel – Edizioni Konemann
Mai cosa simile fu fatta, Statue

LE STATUE DI KAIPUPTAH E IPEP

Di Grazia Musso

Giza – Pietra calcarea dipinta
Altezza 56 cm
Vienna, Kunst-historisches Museum, AS 7444

La coppia è raffigurata secondo criteri standard.

Entrambi i personaggi indossano abiti consoni al loro elevato rango sociale.

L’uomo Indossa un corto perizoma e una parrucca riccia , la donna un abito con spalline e una parrucca di media lunghezza.

La moglie, la cui figura è proporzionata a quella del marito, gli cinge la schiena e gli tocca il braccio.

Lo spazio vuoto, tra le due figure, è dipinto di scuro.

Cliccare sulla foto di destra

Fonte

Egitto la terra dei faraoni – Regine Schulz e Matthias Seidel – Edizioni Konamann