Kemet Djedu

AMENHOTEP I A TORINO

A cura del Docente Livio Secco

Grazia Musso ha descritto qui un reperto custodito all’Egizio di Torino.

Si tratta della celeberrima statua in calcare dipinto del re Amenhotep I, appartenuto alla Collezione Drovetti e catalogato con il codice S.1372.

Mi permetto di aggiungere soltanto il commento filologico.
Nella prima foto qui sopra la statua è raffigurata intera, mentre nella seconda c’è un dettaglio della doppia iscrizione verticalizzata sul trono. La colonna di sinistra si legge da destra a sinistra, viceversa quella di destra che è speculare alla prima.

Nella quarta diapositiva c’è il dettaglio della base. L’immagine è doppia perché nella parte superiore la direzione è originale, mentre in quella inferiore ho rovesciato l’immagine per seguire meglio la traduzione.

Per la comprensione del Protocollo Reale può essere utile approfondire con: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/

Kemet Djedu

IL COLTELLO MAGICO DI CHEOPE

A cura del Docente Livio Secco

Il coltello magico di Cheope, custodito presso il Museum of Fine Art di Boston, è stato ritrovato a Giza nel Tempio a Valle di Menkaura (Micerino) nel 1908 dalla spedizione dell’Università di Harvard-Museum of Fine Arts.

Le sue dimensioni sono altezza x larghezza x profondità: 18,3 x 2,8 x 0,4 cm ed è fatto di pietra. Il numero di catalogo è 11765.

Grazie alla sua iscrizione il Museo lo assegna al regno di Cheope, IV dinastia, Antico Regno, e lo data al 2551-2528 a.C.

Questo strumento litico veniva utilizzato per la cerimonia di “Apertura della bocca”.

Le iscrizioni riportano una parte del Protocollo Reale del sovrano. Nella prima diapositiva è documentato lo strumento. Nella seconda il più conosciuto nome abbreviato repertato nella celeberrima piramide di Giza (Lepsius, Denkmaler, Abth. II. Bl.1).

All’epoca il Protocollo doveva già essere istituito perché di Cheope si conoscono quattro dei cinque nomi canonici. Manca esattamente il Quinto, quello che gli aveva assegnato la famiglia al momento della sua nascita. Quest’ultimo nome non è mai stato repertato.

Per chi volesse approfondire la tematica del Protocollo Reale consiglio la lettura del Quaderno di Egittologia QdE22 che trovate qui: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/624529/il-protocollo-reale

Mai cosa simile fu fatta, Statue, XVIII Dinastia

TESTA DI TEYE

Di Franca Loi

Steatite verde, altezza cm 7,2
XVIII dinastia, Regno di Amenhotep III 1387-1350 a.C.
Museo Egizio del Cairo

Il volto intenso della regina, dai tratti inconfondibili, ornato di grande parrucca con doppio ureo e corona dalle alte piume, oggi perduta, rende questa statuina un vero capolavoro.

Questo eccezionale reperto proviene dal tempio di Hathor a Serabit el-Khadem Beach Adem, nel Sinai, dove fu trovato da W.M.F Petrie (1905).

Fonte:

I TESORI DEL MUSEO EGIZIO DEL CAIRO – ALESSIA AMENTA


APPROFONDIMENTO A CURA DI PATRIZIA BURLINI

Nel 1905, W.M.Flinders Petrie condusse una spedizione archeologica nel Sinai. Si concentrò in particolare sul tempio di

Serabit-el-Khadim, dedicato alla dea Hathor, chiamata Signora del turchese, in onore delle miniere che qui si trovavano. Il tempio originariamente fu costruito da Snefru, ma nel corso dei millenni, molti faraoni lo modificarono ed arricchirono.

Nel suo rapporto « Ricerche nel Sinai » del 1906, Petrie riporta gli esiti degli scavi e dal suo resoconto emerge una piccola ma allo stesso grande scoperta: una magnifica testa in steatite della regina Tiye, alta soli 7 cm, oggi conservata al Museo del Cairo.

Emozionante la descrizione che ne fa Petrie:

« … Un’altra regina ha lasciato qui uno dei ritratti più suggestivi mai scolpiti da un egizio (fig. 133). La famosa regina Tiye, consorte del magnifico monarca Amenhotep III, è stata fino ad ora conosciuta solo da alcune sculture in rilievo e non da una figura con nome a tutto tondo. È strano che questo remoto insediamento d’Egitto abbia conservato per noi il suo ritratto, identificato inequivocabilmente dal cartiglio in mezzo alla corona. Il materiale è steatite scistosa verde scuro e l’intera statuetta doveva essere alta circa un piede. Sfortunatamente, nessun altro frammento della figura è rimasto nel tempio e solo la testa è stata conservata. La superba dignità del viso si fonde con un’affascinante immediatezza e fascino personale. La delicatezza delle superfici intorno all’occhio e sopra la guancia mostra la massima cura nella manipolazione. Le labbra curiosamente abbassate, con la loro pienezza e tuttavia delicatezza, il loro disprezzo senza malizia, sono evidentemente modellate dal vivo. Dopo aver visto questo ritratto, sembra probabile che il magnifico frammento di testa di regina in marmo proveniente dal tempio di Tell el Amarna sia il ritratto di Tiye, e non di Nefertiti (PETRIE, Tell el Amarna, tav. i, 15). Questa ipotesi è più probabile in quanto la testa di una regina trovata quest’anno a Gurob e acquistata da Berlino è indiscutibilmente coerente con i ritratti non a tutto tondo di Nefertiti e non assomiglia alla testa di marmo. Inoltre, N. Davies ha osservato che solo le statue di Akhenaton e Tiye sono raffigurate nel tempio dove è stata trovata la testa di marmo. Passando al nuovo ritratto, raccogliamo alcuni dettagli sulla regina. L’orecchio è rappresentato forato, come è anche il caso di suo figlio Akhenaton (Tell el Amarna, tav. i, 9). La corona che indossava era probabilmente traforata, in oro. I due uraei alati estendono la loro lunghezza in spire intorno alla testa, finché non si incontrano sul retro, mentre frontalmente sostengono il cartiglio con il nome. Dai due lati del cartiglio scendono i due urei sulla fronte, emblema della grande regina dell’Alto e del Basso Egitto. Questo pezzo da solo valeva tutto il resto dei nostri guadagni dell’anno; ora è al Museo del Cairo. …”

Le foto originali di Petrie

Bibliografia;

W. M. Flinders Petrie’s Researches in Sinai, Chapter IX, The Lesser and Foreign Monuments (extract, pages 125 – 126). Mia traduzione

https://www.serendipity.li/petrie/chap9.htm

Approfondimenti:

https://egyptophile.blogspot.com/…/tiyi-un-visage-dune…

Mai cosa simile fu fatta, Statue, XVIII Dinastia

STATUA DI AMENOFI II CON MERETSEGER

Di Grazia Musso

La scultura rappresenta il sovrano incedente che calpesta i Nove Archi, le braccia sono distese lungo il corpo, le mani appoggiano sulla banda rigida del gonnellino.

Il sovrano Indossa la corona bianca con ureo.

Il viso di forma ovale presenta occhi grandi e ben delineati, il naso è diritto, la bocca piccolo la è leggermente sporgente.

La banda del gonnellino è decorata da una fascia che parte dalla cintura e termina in basso con due urei.

La base è parallelepipeda ed è sormontata da un altro elemento rilevato alle spalle del sovrano su cui appoggia la dea Meretseger raffigurata come cobra con disco solare e corna sulla testa, che con il suo ampio cappuccio aperto protegge le spalle e il capo di Amenofi II.

Il corpi della dea forma posteriormente le usuali spire, ma è parzialmente coperto dai lunghi e ampi steli di papiro.

Ai lati delle gambe sono incise due colonne su cui si legge : ” Il Sovrano dell’Alto è Basso Egitto Aakheperura, amato da Amo – Ra, dotato di vita” e ” Il Figlio di Ra, Amenofi, amato da Amon-Ra , dotato di vita”.

I gruppi composti da una figura umana e da una divinità teriomorfa verranno ripresi anche in Epoca Tarda nella Statuaria.

Fonte

Tesori Egizi nella collaborazione del Museo Egizio del Cairo – Rosanna Pirelli – Edizioni White Star

Kemet Djedu

STATUA DI ASET, MADRE DI THUTMOSE III

Di Livio Secco

Questa celeberrima statua ritrae la regina Aset, madre di Thutmose III, chiamato, non a torto, il Napoleone d’Egitto.


Essendo appassionato di oplologia e polemologia, va da sé che Thutmose III sia il mio faraone preferito. D’altra parte come ignorare un militare che fece diciassette campagne in terra straniera tutte vinte?
Tra i laboratori che ho svolto con i miei allievi c’è pure la prima campagna che portò alla vittoria di Megiddo. Per chi fosse interessato all’evento do il link per trovare il testo corrispondente: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/storia…/630057/megiddo/

Ritornando alla nostra regina Aset vediamo la traduzione del testo geroglifico che decora la statua. Come al solito ho aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno (ancora!!!!) studiati.


A coloro che volessero intraprendere questa stupenda ginnastica intellettuale do uno strumentario pressoché completo.

GRAMMATICA EGIZIA

(I liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-i-alla…/

(II liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-ii-alla…/

(III liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-iii-alla…/

DIZIONARIO EGIZIO – ITALIANO 12000 LEMMI IN GEROGLIFICO

(I vol.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-12-egizio…/

(II vol.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-22-egizio…/

b
Mai cosa simile fu fatta, Statue, XVIII Dinastia

TESTA DI AMENHOTEP III

Di Franca Loi

Il gran numero di statue di AMENHOTEP III conservatesi permette di datare il pezzo verso la fine del suo regno. I lunghi occhi a mandorla e labbra carnose ben disegnate caratterizzano il volto. Il frammento fu rinvenuto da G. Legrain nella cachette del tempio di Amon Ra a Karnak (1903-1905).

Argilla stuccata e dipinta

altezza cm 38

XVIII dinastia

Regno di Amenhotep III

1387 – 1350 a.C.

Fonte: l’Egitto Dei Faraoni

I tesori del Museo Egizio del Cairo

Alessia Amenta

Kemet Djedu

LA STELE DI ANKH

A cura del Docente Livio Secco

Su Mediterraneo Antico è apparso il 26/01/23 un articolo firmato da Mara Zoppi su una stele del sacerdote Ankh vissuto durante il Secondo Periodo Intermedio.

L’autrice, come si legge qui sotto, assegna la stele ritrovata al periodo di Sobekhotep II (XIII dinastia, Secondo Periodo Intermedio).

Chi è il realtà il monarca citato nell’ultima riga geroglifica della stele (con lettura da destra a sinistra)?

Se ci proviamo ad tradurla rivelerebbe il nome di Sobekhotep III e non del secondo che ha identico Quinto Protocollo ma diverso Quarto Protocollo.

In più il Quarto Protocollo qui scritto di Sobekhotep III è pure incompleto, molto probabilmente per lo spazio ristretto che ha impedito di scriverlo per intero, o più semplicemente perché era una variante dello stesso oppure una sua prima stesura integrata in seguito.
In ogni caso nell’ultima immagine raffiguro il Quarto Protocollo intero di Sobekhotep III.
Anche se il nome sulla stele è ridotto la mia opinione è che sia difficile che fosse il predecessore il cui nome di intronizzazione è tutt’altro.

Mai cosa simile fu fatta, Statue, XVIII Dinastia

AMENHOTEP FIGLIO DI HAPU

Di Franca Loi

Scultura ritraente Amenhotep figlio di Habu.
Museo del Cairo.

Amenhotep, figlio di Hapu, detto il saggio, architetto favorito di Amenhotep III, costruì o progettò alcuni dei numerosi monumenti con i quali il re coprì l’Egitto; fu considerato il terzo dei grandi architetti dell’antichità dopo Imhotep e Senmut. In epoca bassa fu divinizzato e sotto

i Tolomei,nel tempio di Deir-el Bahari fu scavata una cappella in cui fu onorato come dio guaritore.

” Esordì creando una delle meraviglie dell’architettura egizia, il grande tempio di Luxor, la cui corte, circondata da una doppia fila di sessantadue Colonne a Papiro chiuso, poderosa ed elegante, costituisce uno dei più bei colonnati della storia dell’arte…… tracciò il grande Viale delle Sfingi, lungo tre chilometri e largo sei metri, rendendo la nuova Tebe imponente e monumentale.” Non possiamo dimenticare il tempio funerario di Amenhotep III sito ad ovest di Tebe, di cui rimangono solamente due statue denominate i “Colossi di Mnemone”.

Scultura ritraente Amenhotep figlio di Hapu – Museo di Luxor.
Amenhotep figlio di Hapi come scrivano.
Il testo che scrive è un’allusione alle statue: “Il re mi mise come capo dei lavori nella montagna di quarzite, per dirigere i monumenti di suo padre Amon che è a Karnak. Ho portato monumenti molto grandi e numerosi costituiti da statue di Sua Maestà”.

Ci sono diverse statue di lui nelle vesti da scriba, che lo ritraggono sia da giovane sia da anziano, solitamente è raffigurato come uno scriba accovacciato, un papiro sulle ginocchia e capelli lunghi e ondulati.

Una statua,al Museo del Cairo, lo rappresenta come un uomo anziano accompagnato da un’iscrizione che ricorda che ha compiuto 80 anni, spera di raggiungere la venerabilità di 110 anni.

Fonte:

  • L’EGITTO DEI FARAONI-FEDERICO A.ARBORIO MELLA-MURSIA
  • WIKIPEDIA
  • ALAMY
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Diorite statue of King Chephren (Khafre)

By Jacqueline Engel

Builder of the second pyramid.

Its remarkable state of preservation, its grandeur and the motif of the hawk, emblematical of his mythological ancestors, protecting his head with her outstretched wings, all combine to rank it first in the statuary of ancient Egypt.

It was found at the bottom of a wall near the gateway of his valley-temple ‘the temple of the sphinx’. Giza.

Khafra (also read as Khafre, Khefren and Chephren) was an ancient Egyptian king (pharaoh) of 4th dynasty during the Old Kingdom. He was the son of Khufu and the throne successor of Djedefre. According to the ancient historian Manetho, Khafra was followed by king Bikheris, but according to archaeological evidences he was rather followed by king Menkaure. Khafra was the builder of the second largest pyramid of Giza. The view held by modern Egyptology at large remains that the Great Sphinx was built in approximately 2500 BC for Khafra.[2] There is not much known about Khafra, except the historical reports of Herodotus, who describes him as a cruel and heretic ruler, who kept the Egyptian temples closed after Khufu had sealed the

Egyptian Museum Caïro

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Mutnodjmet

By Jacqueline Engel

Mutnodjmet.

The wife of Nahktmin.
Egyptian Museum Caïro.

Nakhtmin (also Minnakht) held the position of generalissimo during the reign of pharaohTutankhamun of the Eighteenth Dynasty of Ancient Egypt.


His titles during the reign of Tutankhamun included “the true servant who is beneficial to his lord, the king’s scribe,” “the servant beloved of his lord,” “the Fan-bearer on the Right Side of the King,” and “the servant who causes to live the name of his lord.”


These titles were found on five ushabtis that Nakhtmin offered as funerary presents for pharaoh Tutankhamun

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