Kemet Djedu

SAN VALENTINO (Papiro Chester Beatty)

Di Livio Secco

STANZA PRIMA

Il Papiro Chester Beatty I riporta una serie di dialoghi tra due innamorati che vengono suddivisi in sette stanze.

Nel 2020 ho preparato un Laboratorio di Filologia Egizia comprendendo la traduzione di questo componimento letterario.

Poiché esso ha una certa lunghezza (io l’ho suddiviso in 152 righe didattiche) mi limito a postare solo le prime dieci.

Mi è sembrato utile colorare la numerazione delle mie righe didattiche con l’azzurro e il rosa a seconda che a parlare sia lui o lei. Come abbiamo spesso ricordato, le traduzioni differiscono tra gli stessi filologi ed esistono versioni incongruenti su chi pronunci cosa. Io mi sono attenuto ad una traduzione strettamente letteraria pagando il pegno di una più difficile lettura.

Ovviamente il Laboratorio ha svolto una traduzione molto più letteraria e grammaticale di quella che viene normalmente presentata sui testi. In questo modo il nostro lettore può confrontare le due versioni dello stesso brano.

STANZA QUARTA

Le traduzioni che ci vengono proposte si differiscono (a volte notevolmente) dal testo originale, anche in questo caso quindi non mi resta che proporre qui l’intera Stanza Quarta in modo letterale.

Come al solito evidenzio in rosa e in azzurro le parole di lei e di lui per una più facile comprensione.

Riaffermo che il lavoro, essendo molto letterale, non è di facile lettura, ma questo permette di evitare facilissimi sfarfallamenti colloquiali rimanendo maggiormente fedeli alla dialettica dell’epoca.

Kemet Djedu

DIDASCALIE EGIZIE

Di Livio Secco

Nel maggio 2020, in pieno lockdown per il Covid, ho pubblicato una serie di articoli a carattere egittologico sempre con un occhio alla filologia e alla scrittura geroglifica.

Qualcuno ve l’ho già proposto.

Quello di oggi è relativo al fatto che, durante una conferenza, mi hanno chiesto se i geroglifici fossero stati usati esclusivamente per testi sacri, così come si deriverebbe dal loro nome.

Per rispondere in modo esaustivo ho pensato bene di scrivere l’articolo in oggetto compreso di una esemplificazione significativa in modo da rendere evidente l’idea.

Nella traduzione è compresa la fonetica colloquiale. All’epoca non mi era ancora venuta l’idea di usare la fonetica seguendo la codifica IPA. Spero che vi piaccia ugualmente.

Un grazie specialissimo va a Pietro Testa che mi diede una mano (anzi due) a svolgere il lavoro.

Kemet Djedu

RAMESSE III TRA HORUS E SETH

Di Livio Secco

Questo gruppo statuario decisamente conosciuto raffigura Ramesse III posto tra gli dèi Horus e Seth.

Dietro al gruppo statuario c’è un’iscrizione verticale.

Data la presenza di due cartigli è evidente che siamo in presenza del Quarto e del Quinto Protocollo Reale del celebre faraone della XX dinastia.

Per chi volesse approfondire la tematica dei nomi dei sovrani egizi consiglio la lettura del Quaderno di Egittologia numero 22 dal titolo IL PROTOCOLLO REALE – Composizione dell’onomastica egizia che potete trovare qui: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/

Come al solito ho aggiunto la pronuncia IPA per coloro che vogliono leggere il geroglifico senza conoscerlo.

Kemet Djedu

ISTRUZIONI PER IL MONTAGGIO

Di Livio Secco


No, vi sbagliate. Questa non è un’informativa IKEA, ma è un’integrazione filologica del post odierno di Patrizia Burlini.

La nostra Patrizia riporta alcune bellissime e particolareggiate immagini del sacrario che conteneva i vasi canopi di Tutankhamon nella KV62 che potete vedere QUI.

Come ci fa notare Patrizia, il sacrario è stato montato alterando le istruzioni indicate dai costruttori. Alcune delle pareti sono state scambiate tra loro e poi adattate a martellate perché, ovviamente, non coincidevano perfettamente come era avvenuto nel laboratorio di produzione.

Gli archeologi se ne sono accorti perché sulle componenti erano stati tracciati a mano dei geroglifici con la disposizione dei pezzi.
Patrizia ce ne fa vedere di due tipi.

Dal mio dizionario, che potete trovare qui: https://www.amazon.it/Diziona…/dp/8899334129/ref=sr_1_1…, si evincono i suggerimenti per il corretto montaggio.

Per gli egittologi il mancato rispetto delle istruzioni di montaggio fu dovuto allo spazio angusto in cui si muovevano gli operai addetti alla fornitura della tomba e alla fretta di comporre il corredo funerario di un re morto all’improvviso.

Il punto nero separa le alternative grafiche.

Kemet Djedu

SENENMUT E NEFERURA (CG42116, JE36923)

Di Livio Secco

Mercoledì 1 febbraio la nostra Grazia Musso ha postato un articolo su una delle statue che rappresentano Senenmut con in braccio Neferura, la figlia di Hatshepsut e Thutmose II (codice CG42116, JE36923)

Senenmut ne fu incaricato come tutore.

Io qui non voglio integrare le informazioni che vi ha già dato Grazia.

Piuttosto voglio aggiungere un commento filologico alle iscrizioni che la statua reca.

Ho pensato che fosse un lavoro di media difficoltà e che tutto sarebbe andato rapidamente a buon fine.

Invece, come succede quando si è troppo sicuri di sé, ho dato un paio di belle nasate.

Per mia fortuna mi è venuto in soccorso il nostro Nico Pollone che mi ha risolto la doppia difficoltà.

Innanzi tutto nella riga didattica 4 non riuscivo a identificare il secondo geroglifico. Nico mi ha dimostrato, documentazioni alla mano, che si trattava di una rete da pesca a strascico compresa di piombi per tenerla a fondo. A questo punto la traslitterazione, e conseguentemente la traduzione, è stata possibile.

La seconda nasata è avvenuta quando ho affrontato la riga didattica 7. Il titolo del funzionario non mi era chiaro perché graficamente non riuscivo a riscontrarlo da nessuna parte. Nico è nuovamente intervenuto in mio soccorso dimostrandomi che quella era l’unica grafia esistente con la quale era identificata quella funzione.

Per forza non la ritrovavo da nessun’altra parte!

Tra le altre cose credo che Nico abbia una sua interpretazione personale di questa titolazione che si distacca dalla denominazione canonica.

Come consueto ad ogni riga di traslitterazione ho aggiunto la fonetica IPA per chi, non conoscendo i geroglifici, vuole comunque leggere in egizio antico.

Grazie Nico.

Kemet Djedu

THUTMOSE IV CON LA MADRE TIAA

A cura del Docente Livio Secco

Grazia Musso ha pubblicato qui un articolo relativo al gruppo statuario che vede raffigurati Thutmose IV seduto accanto a sua madre Tiaa.

Siamo ovviamente durante la XVIII dinastia, Nuovo Regno.

Tiaa era una sposa secondaria di Amenhotep II e non fu mai considerata la consorte principale del re.
Viene considerata una faceless concubine cioè una concubina senza titolo, forse meno elevata di una sposa secondaria.

Quando il figlio, Thutmose IV, salì al trono revisionò lo status di sua madre elevandola a Grande Sposa Reale così come si legge nel gruppo statuario in oggetto.

In questa sede vogliamo solo dettagliare un commento filologico rimandando al post di Grazia.

Per coloro che fossero interessati allo studio dell’onomastica faraonica consiglio la lettura di: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/

Kemet Djedu

AMENHOTEP I A TORINO

A cura del Docente Livio Secco

Grazia Musso ha descritto qui un reperto custodito all’Egizio di Torino.

Si tratta della celeberrima statua in calcare dipinto del re Amenhotep I, appartenuto alla Collezione Drovetti e catalogato con il codice S.1372.

Mi permetto di aggiungere soltanto il commento filologico.
Nella prima foto qui sopra la statua è raffigurata intera, mentre nella seconda c’è un dettaglio della doppia iscrizione verticalizzata sul trono. La colonna di sinistra si legge da destra a sinistra, viceversa quella di destra che è speculare alla prima.

Nella quarta diapositiva c’è il dettaglio della base. L’immagine è doppia perché nella parte superiore la direzione è originale, mentre in quella inferiore ho rovesciato l’immagine per seguire meglio la traduzione.

Per la comprensione del Protocollo Reale può essere utile approfondire con: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/

Kemet Djedu

IL COLTELLO MAGICO DI CHEOPE

A cura del Docente Livio Secco

Il coltello magico di Cheope, custodito presso il Museum of Fine Art di Boston, è stato ritrovato a Giza nel Tempio a Valle di Menkaura (Micerino) nel 1908 dalla spedizione dell’Università di Harvard-Museum of Fine Arts.

Le sue dimensioni sono altezza x larghezza x profondità: 18,3 x 2,8 x 0,4 cm ed è fatto di pietra. Il numero di catalogo è 11765.

Grazie alla sua iscrizione il Museo lo assegna al regno di Cheope, IV dinastia, Antico Regno, e lo data al 2551-2528 a.C.

Questo strumento litico veniva utilizzato per la cerimonia di “Apertura della bocca”.

Le iscrizioni riportano una parte del Protocollo Reale del sovrano. Nella prima diapositiva è documentato lo strumento. Nella seconda il più conosciuto nome abbreviato repertato nella celeberrima piramide di Giza (Lepsius, Denkmaler, Abth. II. Bl.1).

All’epoca il Protocollo doveva già essere istituito perché di Cheope si conoscono quattro dei cinque nomi canonici. Manca esattamente il Quinto, quello che gli aveva assegnato la famiglia al momento della sua nascita. Quest’ultimo nome non è mai stato repertato.

Per chi volesse approfondire la tematica del Protocollo Reale consiglio la lettura del Quaderno di Egittologia QdE22 che trovate qui: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/624529/il-protocollo-reale

Kemet Djedu

STATUA DI ASET, MADRE DI THUTMOSE III

Di Livio Secco

Questa celeberrima statua ritrae la regina Aset, madre di Thutmose III, chiamato, non a torto, il Napoleone d’Egitto.


Essendo appassionato di oplologia e polemologia, va da sé che Thutmose III sia il mio faraone preferito. D’altra parte come ignorare un militare che fece diciassette campagne in terra straniera tutte vinte?
Tra i laboratori che ho svolto con i miei allievi c’è pure la prima campagna che portò alla vittoria di Megiddo. Per chi fosse interessato all’evento do il link per trovare il testo corrispondente: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/storia…/630057/megiddo/

Ritornando alla nostra regina Aset vediamo la traduzione del testo geroglifico che decora la statua. Come al solito ho aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno (ancora!!!!) studiati.


A coloro che volessero intraprendere questa stupenda ginnastica intellettuale do uno strumentario pressoché completo.

GRAMMATICA EGIZIA

(I liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-i-alla…/

(II liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-ii-alla…/

(III liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-iii-alla…/

DIZIONARIO EGIZIO – ITALIANO 12000 LEMMI IN GEROGLIFICO

(I vol.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-12-egizio…/

(II vol.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-22-egizio…/

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Kemet Djedu

LA STELE DI ANKH

A cura del Docente Livio Secco

Su Mediterraneo Antico è apparso il 26/01/23 un articolo firmato da Mara Zoppi su una stele del sacerdote Ankh vissuto durante il Secondo Periodo Intermedio.

L’autrice, come si legge qui sotto, assegna la stele ritrovata al periodo di Sobekhotep II (XIII dinastia, Secondo Periodo Intermedio).

Chi è il realtà il monarca citato nell’ultima riga geroglifica della stele (con lettura da destra a sinistra)?

Se ci proviamo ad tradurla rivelerebbe il nome di Sobekhotep III e non del secondo che ha identico Quinto Protocollo ma diverso Quarto Protocollo.

In più il Quarto Protocollo qui scritto di Sobekhotep III è pure incompleto, molto probabilmente per lo spazio ristretto che ha impedito di scriverlo per intero, o più semplicemente perché era una variante dello stesso oppure una sua prima stesura integrata in seguito.
In ogni caso nell’ultima immagine raffiguro il Quarto Protocollo intero di Sobekhotep III.
Anche se il nome sulla stele è ridotto la mia opinione è che sia difficile che fosse il predecessore il cui nome di intronizzazione è tutt’altro.