Kemet Djedu

THUTMOSE IV CON LA MADRE TIAA

A cura del Docente Livio Secco

Grazia Musso ha pubblicato qui un articolo relativo al gruppo statuario che vede raffigurati Thutmose IV seduto accanto a sua madre Tiaa.

Siamo ovviamente durante la XVIII dinastia, Nuovo Regno.

Tiaa era una sposa secondaria di Amenhotep II e non fu mai considerata la consorte principale del re.
Viene considerata una faceless concubine cioè una concubina senza titolo, forse meno elevata di una sposa secondaria.

Quando il figlio, Thutmose IV, salì al trono revisionò lo status di sua madre elevandola a Grande Sposa Reale così come si legge nel gruppo statuario in oggetto.

In questa sede vogliamo solo dettagliare un commento filologico rimandando al post di Grazia.

Per coloro che fossero interessati allo studio dell’onomastica faraonica consiglio la lettura di: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/

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AMENHOTEP I A TORINO

A cura del Docente Livio Secco

Grazia Musso ha descritto qui un reperto custodito all’Egizio di Torino.

Si tratta della celeberrima statua in calcare dipinto del re Amenhotep I, appartenuto alla Collezione Drovetti e catalogato con il codice S.1372.

Mi permetto di aggiungere soltanto il commento filologico.
Nella prima foto qui sopra la statua è raffigurata intera, mentre nella seconda c’è un dettaglio della doppia iscrizione verticalizzata sul trono. La colonna di sinistra si legge da destra a sinistra, viceversa quella di destra che è speculare alla prima.

Nella quarta diapositiva c’è il dettaglio della base. L’immagine è doppia perché nella parte superiore la direzione è originale, mentre in quella inferiore ho rovesciato l’immagine per seguire meglio la traduzione.

Per la comprensione del Protocollo Reale può essere utile approfondire con: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/

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IL COLTELLO MAGICO DI CHEOPE

A cura del Docente Livio Secco

Il coltello magico di Cheope, custodito presso il Museum of Fine Art di Boston, è stato ritrovato a Giza nel Tempio a Valle di Menkaura (Micerino) nel 1908 dalla spedizione dell’Università di Harvard-Museum of Fine Arts.

Le sue dimensioni sono altezza x larghezza x profondità: 18,3 x 2,8 x 0,4 cm ed è fatto di pietra. Il numero di catalogo è 11765.

Grazie alla sua iscrizione il Museo lo assegna al regno di Cheope, IV dinastia, Antico Regno, e lo data al 2551-2528 a.C.

Questo strumento litico veniva utilizzato per la cerimonia di “Apertura della bocca”.

Le iscrizioni riportano una parte del Protocollo Reale del sovrano. Nella prima diapositiva è documentato lo strumento. Nella seconda il più conosciuto nome abbreviato repertato nella celeberrima piramide di Giza (Lepsius, Denkmaler, Abth. II. Bl.1).

All’epoca il Protocollo doveva già essere istituito perché di Cheope si conoscono quattro dei cinque nomi canonici. Manca esattamente il Quinto, quello che gli aveva assegnato la famiglia al momento della sua nascita. Quest’ultimo nome non è mai stato repertato.

Per chi volesse approfondire la tematica del Protocollo Reale consiglio la lettura del Quaderno di Egittologia QdE22 che trovate qui: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/624529/il-protocollo-reale

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STATUA DI ASET, MADRE DI THUTMOSE III

Di Livio Secco

Questa celeberrima statua ritrae la regina Aset, madre di Thutmose III, chiamato, non a torto, il Napoleone d’Egitto.


Essendo appassionato di oplologia e polemologia, va da sé che Thutmose III sia il mio faraone preferito. D’altra parte come ignorare un militare che fece diciassette campagne in terra straniera tutte vinte?
Tra i laboratori che ho svolto con i miei allievi c’è pure la prima campagna che portò alla vittoria di Megiddo. Per chi fosse interessato all’evento do il link per trovare il testo corrispondente: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/storia…/630057/megiddo/

Ritornando alla nostra regina Aset vediamo la traduzione del testo geroglifico che decora la statua. Come al solito ho aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno (ancora!!!!) studiati.


A coloro che volessero intraprendere questa stupenda ginnastica intellettuale do uno strumentario pressoché completo.

GRAMMATICA EGIZIA

(I liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-i-alla…/

(II liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-ii-alla…/

(III liv.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-iii-alla…/

DIZIONARIO EGIZIO – ITALIANO 12000 LEMMI IN GEROGLIFICO

(I vol.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-12-egizio…/

(II vol.): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario-22-egizio…/

b
Kemet Djedu

LA STELE DI ANKH

A cura del Docente Livio Secco

Su Mediterraneo Antico è apparso il 26/01/23 un articolo firmato da Mara Zoppi su una stele del sacerdote Ankh vissuto durante il Secondo Periodo Intermedio.

L’autrice, come si legge qui sotto, assegna la stele ritrovata al periodo di Sobekhotep II (XIII dinastia, Secondo Periodo Intermedio).

Chi è il realtà il monarca citato nell’ultima riga geroglifica della stele (con lettura da destra a sinistra)?

Se ci proviamo ad tradurla rivelerebbe il nome di Sobekhotep III e non del secondo che ha identico Quinto Protocollo ma diverso Quarto Protocollo.

In più il Quarto Protocollo qui scritto di Sobekhotep III è pure incompleto, molto probabilmente per lo spazio ristretto che ha impedito di scriverlo per intero, o più semplicemente perché era una variante dello stesso oppure una sua prima stesura integrata in seguito.
In ogni caso nell’ultima immagine raffiguro il Quarto Protocollo intero di Sobekhotep III.
Anche se il nome sulla stele è ridotto la mia opinione è che sia difficile che fosse il predecessore il cui nome di intronizzazione è tutt’altro.

Kemet Djedu

HOREMHEB E HATHOR (KV57)

A cura del Docente Livio Secco

In questa immagine di una parete della KV57. In essa si vedono la dea Hathor e Horemheb, l’ultimo faraone della celeberrima XVIII dinastia.

Su invito di Nico Pollone allego qui la mia interpretazione della scrittura geroglifica che è didascalica delle figure divina e regale.

Come al solito, con un occhio di riguardo per chi non conosce i geroglifici, ho aggiunto la pronuncia italiana secondo la codifica IPA.

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GIOIELLI D’ORO AD AKHETATON

A cura del Docente Livio Secco

E’ stata annunciata pochi giorni fa la scoperta di una sepoltura femminile ad Akhetaton.

Vi sono stati repertati alcuni gioielli tra cui un anello che riporta un’iscrizione geroglifica.

Ne da una lettura Walter Lucci (“s3.t nb t3wy (sat neb taui), ovvero “FIGLIA del Signore delle due Terre”, ovvero figlia del Faraone.“) che, secondo me, va parzialmente corretta. Infatti Walter legge una t sola invece di due.

Per lo spazio disponibile è evidente che se la prima fa riferimento al codone, mettendosi sulla sua schiena nella classica metatesi grafica relativa abituale ai due segni (codone + pagnotta), la seconda t è in metatesi grafica del secondo sostantivo maschile nb convertendolo al femminile.

La seconda pagnotta non può riferirsi al terzo sostantivo  poiché questo è già espresso al duale maschile con desinenza wy.

La traduzione che ne viene fuori è LA FIGLIA DELLA SIGNORA DELLE DUE TERRE che è anche un epiteto per una regina. Resta il mistero del motivo per cui sia presente un attributo simile piuttosto di uno molto più importante di FIGLIA DEL RE. Sarebbe davvero importante (storico?) riuscire ad identificare la proprietaria di questo anello.

Allego le immagini dell’anello in questione. Una ha i colori in negativo. Spesso è utile per vedere eventuali segni che sono sfuggiti ad una prima analisi.

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AMENEMHEB – LA FUCINA DEGLI EROI

A cura del Docente Livio Secco

Qualche giorno fa la nostra Luisa Bovitutti ha postato una presentazione di un celeberrimo militare dell’antico Egitto (https://laciviltaegizia.org/2023/01/13/il-generale-amenemheb-detto-mahu/).

Si tratta dell’ufficiale Amenemheb, titolare della tomba TT85. Il militare è anche conosciuto con il soprannome di Mahu.

Volendo arricchire il lavoro svolto da Luisa avrei piacere di presentarvi due brevissimi frammenti della sua autobiografia che l’ufficiale fece incidere sulle pareti della sua sepoltura.

Il lavoro qui allegato deriva da una pubblicazione che ho fatto nel 2020. All’epoca, per agevolare la lettura di coloro che non conoscono i geroglifici, avevo già iniziato a suggerire la pronuncia, ma non usavo ancora i codici IPA. Si tratta di un primo tentativo (appena sufficiente) usando la scrittura della fonetizzazione colloquiale.

Spero che apprezziate l’impegno ugualmente.

Kemet Djedu

IL MOBILE PORTAGIOIELLI DI TUYA

A cura del Docente Livio Secco

Questo bellissimo mobile portagioielli, oltre ad essere un piccolo capolavoro di ebanisteria, il reperto è importante perché fu trovato, come parte del corredo funerario, nella tomba KV46 di Tuya e Yuya nella Valle dei Re.

Questi due personaggi sono i genitori della regina Tyy sposa del re Amenhotep III, uno dei più importanti sovrani della XVIII dinastia.
Essendo i suoceri del faraone ottennero il permesso di farsi seppellire nell’importantissima necropoli.

Vi presento qui un’esercitazione per i miei allievi dei Laboratori di Filologia Egizia che prende in considerazione appunto questo bellissimo reperto.

Il mobile è particolarmente interessato al Protocollo Reale della coppia di sovrani Amenhotep III e la sua regina Tyy.

IL COPERCHIO

IL LATO ANTERIORE

IL LATO DESTRO E IL LATO SINISTRO

IL LATO POSTERIORE

Foto di Jacqueline Engel

LA DECORAZIONE INFERIORE


Per coloro che volessero approfondire il tema consiglio la consultazione del testo IL PROTOCOLLO REALE – Composizione dell’onomastica faraonica (QdE22): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/

IN AGGIORNAMENTO

Kemet Djedu

MAAT A FIRENZE

A cura del Docente Livio Secco

Il nostro Ivo Prezioso, nell’ormai lontano 24 maggio 2020, aveva postato un commento relativo al frammento con l’effige di Maat custodito al Museo di Firenze.

Vi rimando ad esso per le informazioni e notizie della celeberrima immagine. Qui mi permetto di aggiungere soltanto il commento filologico derivato da un’esercitazione per i miei allievi del Corso di Filologia Egizia (secondo livello).

Come al solito sotto la riga geroglifica trovate la traslitterazione, la pronuncia italiana convenzionata IPA e la traduzione.

Vi ricordo che imparare la lingua egizia antica e la scrittura geroglifica è una splendida ginnastica intellettuale e non è più difficile dell’imparare il tedesco, l’arabo o il russo. Provateci.

La mia grammatica (divisa in tre livelli) la trovate qui:

primo https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

secondo https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

terzo https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Io sono sempre a disposizione per i vostri quesiti geroglifici.