Kemet Djedu

LA STELE DI ANKH

A cura del Docente Livio Secco

Su Mediterraneo Antico è apparso il 26/01/23 un articolo firmato da Mara Zoppi su una stele del sacerdote Ankh vissuto durante il Secondo Periodo Intermedio.

L’autrice, come si legge qui sotto, assegna la stele ritrovata al periodo di Sobekhotep II (XIII dinastia, Secondo Periodo Intermedio).

Chi è il realtà il monarca citato nell’ultima riga geroglifica della stele (con lettura da destra a sinistra)?

Se ci proviamo ad tradurla rivelerebbe il nome di Sobekhotep III e non del secondo che ha identico Quinto Protocollo ma diverso Quarto Protocollo.

In più il Quarto Protocollo qui scritto di Sobekhotep III è pure incompleto, molto probabilmente per lo spazio ristretto che ha impedito di scriverlo per intero, o più semplicemente perché era una variante dello stesso oppure una sua prima stesura integrata in seguito.
In ogni caso nell’ultima immagine raffiguro il Quarto Protocollo intero di Sobekhotep III.
Anche se il nome sulla stele è ridotto la mia opinione è che sia difficile che fosse il predecessore il cui nome di intronizzazione è tutt’altro.

Kemet Djedu

HOREMHEB E HATHOR (KV57)

A cura del Docente Livio Secco

In questa immagine di una parete della KV57. In essa si vedono la dea Hathor e Horemheb, l’ultimo faraone della celeberrima XVIII dinastia.

Su invito di Nico Pollone allego qui la mia interpretazione della scrittura geroglifica che è didascalica delle figure divina e regale.

Come al solito, con un occhio di riguardo per chi non conosce i geroglifici, ho aggiunto la pronuncia italiana secondo la codifica IPA.

Kemet Djedu

GIOIELLI D’ORO AD AKHETATON

A cura del Docente Livio Secco

E’ stata annunciata pochi giorni fa la scoperta di una sepoltura femminile ad Akhetaton.

Vi sono stati repertati alcuni gioielli tra cui un anello che riporta un’iscrizione geroglifica.

Ne da una lettura Walter Lucci (“s3.t nb t3wy (sat neb taui), ovvero “FIGLIA del Signore delle due Terre”, ovvero figlia del Faraone.“) che, secondo me, va parzialmente corretta. Infatti Walter legge una t sola invece di due.

Per lo spazio disponibile è evidente che se la prima fa riferimento al codone, mettendosi sulla sua schiena nella classica metatesi grafica relativa abituale ai due segni (codone + pagnotta), la seconda t è in metatesi grafica del secondo sostantivo maschile nb convertendolo al femminile.

La seconda pagnotta non può riferirsi al terzo sostantivo  poiché questo è già espresso al duale maschile con desinenza wy.

La traduzione che ne viene fuori è LA FIGLIA DELLA SIGNORA DELLE DUE TERRE che è anche un epiteto per una regina. Resta il mistero del motivo per cui sia presente un attributo simile piuttosto di uno molto più importante di FIGLIA DEL RE. Sarebbe davvero importante (storico?) riuscire ad identificare la proprietaria di questo anello.

Allego le immagini dell’anello in questione. Una ha i colori in negativo. Spesso è utile per vedere eventuali segni che sono sfuggiti ad una prima analisi.

Kemet Djedu

AMENEMHEB – LA FUCINA DEGLI EROI

A cura del Docente Livio Secco

Qualche giorno fa la nostra Luisa Bovitutti ha postato una presentazione di un celeberrimo militare dell’antico Egitto (https://laciviltaegizia.org/2023/01/13/il-generale-amenemheb-detto-mahu/).

Si tratta dell’ufficiale Amenemheb, titolare della tomba TT85. Il militare è anche conosciuto con il soprannome di Mahu.

Volendo arricchire il lavoro svolto da Luisa avrei piacere di presentarvi due brevissimi frammenti della sua autobiografia che l’ufficiale fece incidere sulle pareti della sua sepoltura.

Il lavoro qui allegato deriva da una pubblicazione che ho fatto nel 2020. All’epoca, per agevolare la lettura di coloro che non conoscono i geroglifici, avevo già iniziato a suggerire la pronuncia, ma non usavo ancora i codici IPA. Si tratta di un primo tentativo (appena sufficiente) usando la scrittura della fonetizzazione colloquiale.

Spero che apprezziate l’impegno ugualmente.

Kemet Djedu

IL MOBILE PORTAGIOIELLI DI TUYA

A cura del Docente Livio Secco

Questo bellissimo mobile portagioielli, oltre ad essere un piccolo capolavoro di ebanisteria, il reperto è importante perché fu trovato, come parte del corredo funerario, nella tomba KV46 di Tuya e Yuya nella Valle dei Re.

Questi due personaggi sono i genitori della regina Tyy sposa del re Amenhotep III, uno dei più importanti sovrani della XVIII dinastia.
Essendo i suoceri del faraone ottennero il permesso di farsi seppellire nell’importantissima necropoli.

Vi presento qui un’esercitazione per i miei allievi dei Laboratori di Filologia Egizia che prende in considerazione appunto questo bellissimo reperto.

Il mobile è particolarmente interessato al Protocollo Reale della coppia di sovrani Amenhotep III e la sua regina Tyy.

IL COPERCHIO

IL LATO ANTERIORE

IL LATO DESTRO E IL LATO SINISTRO

IL LATO POSTERIORE

Foto di Jacqueline Engel

LA DECORAZIONE INFERIORE


Per coloro che volessero approfondire il tema consiglio la consultazione del testo IL PROTOCOLLO REALE – Composizione dell’onomastica faraonica (QdE22): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/

IN AGGIORNAMENTO

Kemet Djedu

MAAT A FIRENZE

A cura del Docente Livio Secco

Il nostro Ivo Prezioso, nell’ormai lontano 24 maggio 2020, aveva postato un commento relativo al frammento con l’effige di Maat custodito al Museo di Firenze.

Vi rimando ad esso per le informazioni e notizie della celeberrima immagine. Qui mi permetto di aggiungere soltanto il commento filologico derivato da un’esercitazione per i miei allievi del Corso di Filologia Egizia (secondo livello).

Come al solito sotto la riga geroglifica trovate la traslitterazione, la pronuncia italiana convenzionata IPA e la traduzione.

Vi ricordo che imparare la lingua egizia antica e la scrittura geroglifica è una splendida ginnastica intellettuale e non è più difficile dell’imparare il tedesco, l’arabo o il russo. Provateci.

La mia grammatica (divisa in tre livelli) la trovate qui:

primo https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

secondo https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

terzo https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Io sono sempre a disposizione per i vostri quesiti geroglifici.

Kemet Djedu

IL PYRAMIDION DI RAMOSE – LE ISCRIZIONI

A cura del Docente Livio Secco

Il pyramidion custodito al Museo Egizio di Torino, è uno di quei reperti che affascinano, tra mille altri, i visitatori e gli appassionati di egittologia.

Il pyramidion è la cuspide di una una piramide oppure di un obelisco. È sempre monolitico ed è realizzato in pietre diverse a seconda dei periodi storici.

Non voglio qui dilungarmi più di tanto nella descrizione di questa meraviglia perché lo hanno già fatto la nostra Grazie Musso qui: https://laciviltaegizia.org/2023/01/04/il-pyramidion-di-ramose/ e Patrizia Burlini qui: https://laciviltaegizia.org/2023/01/04/ramose-un-pyramidion-le-stele-e-unadozione/scrivendo appunto della storia di Ramose e del suo pyramidion.

Io, perciò, non mi dilungo più di tanto e vorrei contribuire con il commento filologico del reperto.

La vocalizzazione in italiano la trovate sotto la riga dedicata alla traslitterazione.

IL LATO NORD

IL LATO SUD

IL LATO EST

IL LATO OVEST


Questo lavoro è un’esercitazione dei Laboratori di Filologia Egizia che organizzo annualmente.

Diversamente dai corsi nei quali si studia la lingua e la scrittura, i Laboratori prevedono la traduzione di reperti museali, di letteratura, di rilievi epigrafici oppure di pareti monumentali.

In questo modo gli allievi mettono a frutto le competenze acquisite dal corso grammaticale che, ovviamente, è frequentato per primo.

Ricordo che imparare la lingua egizia antica e la scrittura geroglifica non è più difficile che imparare una lingua moderna. Anzi, sicuramente è mia opinione, che sia più semplice del tedesco, del russo o dell’arabo. Inoltre, è questo lo affermo a chiarissime lettere, È UNA STUPENDA GINNASTICA INTELLETTUALE.

Per chi volesse cimentarsi allo studio ho pubblicato la mia grammatica divisa in tre parti che trovate ai link seguenti:

primo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

secondo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

terzo livello: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/

Io resto sempre disponibile per chiunque avesse quesiti filologici.

Kemet Djedu

LA STELE DI USERTATET – L’ISCRIZIONE

A cura del Docente Livio Secco

Io mi aggrego agli articoli sulla stele di Usertatet (https://laciviltaegizia.org/2023/01/03/la-stele-di-usersatet/ e https://laciviltaegizia.org/2022/12/31/i-creatori-dellegitto-eterno/) per un commento filologico.

Qui di seguito ne do la pronuncia con la convenzione IPA:

1) nbt-ḥtp(t) sḏm nḥt nbt pt

[nebet-hetepet seʤem nehet nebet pet]

2) ir(w).(i)n wsr-stit mAa(t)-ḫrw

[iru.in user-setit maat-keru]

Kemet Djedu

LA STELE FUNERARIA DI MAKIMONTU

A cura del Docente Livio Secco

La stele, pur essendo piccola e privata, è ancora policroma e il testo geroglifico è facilmente leggibile e traducibile; non mi resta che portare il mio piccolo e modesto contributo avendo trasformato la stele in una esercitazione rapida per i miei allievi di Laboratorio di Filologia Egizia.

Come di consueto riporto, qui di seguito, la pronuncia secondo la convenzione IPA seguendo la numerazione delle righe didattiche:

  1. mky mntw
    [meki menetu]
  2. ḥmt.f nbw em wsḫt
    [hemet.ef nebu em useket]
  3. in sn.f
    [in sen.ef]
  4. sꜤnḫ rn.f smnḫ
    [sank ren.ef semenek]
  5. ḥtp-di-(ny-)swt wsir nb Ȝbḏw
    [hetep-di-ni-sut usir neb abeʤu]
  6. nṯr aȜ ḥḳȜ ḏt
    [neʧer aa heka ḏt]
  7. rdi.f prt-ḫrw t ḥnḳt iȜww Ȝpdw
    [redi.ef peret-keru heneket iauu apedu]
  8. ḫt nbt nfrt wꜤbt
    [ket nebet neferet uabet]
  9. Ꜥnḫ(w)t nṯr im.sn
    [ankut neʧer im.sen]
  10. n kȜ n(y) mky mntu
    [en ka ni meky menetu]
Kemet Djedu

AY

A cura del Docente Livio Secco

Relativamente al post della nostra Patrizia Burlini, che ha trattato il pomello di Ay repertato nella QV66 di Nefertari (https://laciviltaegizia.org/2023/01/03/il-pomolo-di-ay/), aggiungo solo l’analisi filologica del Quarto Protocollo Reale del sovrano, cioè il nome di intronizzazione con la quale la diplomazia lo conosce all’estero.

È esattamente il nome che è presente sul reperto sebbene il cartiglio sia maggiormente decorato rispetto a quello filologico.

Come sempre ne approfitto per ricordare l’importanza assoluta dello studio sui Protocolli Reali egizi. La corretta traduzione dei cinque “Grandi Nomi” permette di comprendere il programma politico del re. Il suo interesse storico è quello di inquadrare la situazione politica al momento dell’intronizzazione del nuovo sovrano.

Per chi volesse approfondire la tematica può trovare qui il mio Quaderno di Egittologia 22, IL PROTOCOLLO REALE – Composizione dell’onomastica faraonica

https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/