Una raccolta di foto di sculture scoperte presso lo studio-laboratorio di Thutmose, su cui troverete altri miei approfondimenti nel gruppo. La straordinaria umanità che questi ritratti emanano è frutto non solo di sicura abilità artistica, ma anche di un nuovo concetto dell’arte, dove l’umanità emerge in maniera preponderante rispetto all’idealizzazione.
Alcuni di questi ritratti sono dei calchi, molti dei modelli per successive sculture e questo spiega il loro sorprendente realismo.
Le sculture sono conservate in vari musei.
Viso di donna anziana in gesso, Ägyptisches Museum, Berlino
Viso di giovane donna, gesso, Ägyptisches Museum, Berlino
Viso di giovane donna, gesso, Ägyptisches Museum, Berlino
Viso di giovane donna, gesso, Ägyptisches Museum, Berlino
Ritratto di uomo abitualmente identificato con Ay. Ancora visibili le tracce di colore. Ägyptisches Museum, Berlino
Testa-modello di uomo, Ägyptisches Museum, Berlino
Ritratto di Akhenaton, gesso, Ägyptisches Museum Berlino
Ritratto di Akhenaton, gesso, Ägyptisches Museum, Berlino
Modello per testa di re? Ägyptisches Museum, Berlino
Ritratto di Akhenaton, gesso, Ägyptisches Museum, Berlino
Testa modello forse rappresentante Amenhotep III, Ägyptisches Museum, Berlino
Ritratto di Nefertiti (o Meritaton?), quarzite gialla, Ägyptisches Museum, Berlino
Ritratto di Akhenaton, gesso, Ägyptisches Museum, Berlino
Ritratto di Nefertiti, Museo del Cairo
Ritratto di Akhenaton
Ritratto di Nefertiti da giovane, granodiorite, Ägyptisches Museum, Berlino
Ritratto di Nefertiti da giovane, granodiorite, Ägyptisches Museum, Berlino
Probabile Ritratto di Ay, gesso, Ägyptisches Museum, Berlino
Ritratto di Nefertiti giovane, gesso, Ägyptisches Museum, Berlino
Nefertiti e Akhenaton, gesso, Ägyptisches Museum, Berlino
itratto di uomo anziano, British Museum
Modello Nefertiti con ancora visibili le tracce dello scultore
Ritratto di giovane uomo, forse Amenhotep III, Ägyptisches Museum, Berlino
Ritratto di giovane uomo, forse Amenhotep III, Ägyptisches Museum, Berlino
Senenmut era un cittadino comune ma era un uomo brillante e grazie alla sua vivace intelligenza, alla sua vasta sapienza ed alla sua completa devozione ad Hatshepsut ottenne da lei ricchezza, prestigio e privilegi simili a quelli tradizionalmente riservati ai membri della famiglia reale.
In qualità di consigliere della regina e tutore di sua figlia Neferure, morta a soli sedici anni, detenne più di novantatré titoli (tra cui Gran Tesoriere della Regina, Capo Sovrintendente del Re, Sorvegliante del tesoro, dei granai, dei campi, dei bovini di Amon), che gli diedero il controllo sulle notevoli risorse della famiglia reale e del clero di Amon, al quale era molto vicino.
Egli aveva vaste conoscenze nel campo dell’astronomia ed in qualità di capo architetto reale progettò e fece realizzare il tempio di Deir El-Bahari, sulle cui pareti, la regina lo autorizzò a farsi rappresentare per ben settanta volte.
Senenmut rimase scapolo per tutta la vita, circostanza rara nell’antico Egitto, e visto che fra i suoi titoli compariva anche quello di “Cortigiano molto amato”, qualche studioso ipotizza che potesse essere stato l’amante segreto di Hatshepsut, la quale, rimasta vedova di Thutmose II, non si era più risposata. In effetti esistono molteplici statue che lo rappresentano accanto alla regina, in un caso è stato raffigurato grande quanto lei e spesso i nomi di Hatshepsut e di Senenmut sono scolpiti appaiati. La natura della relazione tra i due fu oggetto di pettegolezzi anche all’epoca: è infatti stato rinvenuto un graffito, realizzato da un operaio di Deir El-Medina sulle pareti di una tomba vuota che mostra un amplesso tra un uomo ed una donna nuda che indossa sui capelli un’acconciatura regale, identificati in Senenmut ed Hatshepsut.
Il favore della regina nei confronti del suo dignitario è testimoniato anche dal fatto che gli mise a disposizione due tombe. La prima sorge sulla riva occidentale; Hatshepsut l’aveva fatta preparare per sé, quando era ancora la Grande Sposa Reale e gliel’aveva poi ceduta, dopo aver preso il potere; all’interno c’era un sarcofago di granito rosa di Assuan, fatto a pezzi dai cercatori di tesori ed oggi ricostruito ed esposto al Metropitan di New York.
Questa tomba tuttavia non venne mai utilizzata. Senenmut ottenne il grande onore di essere sepolto in una tomba a Deir El-Bahari, entro i confini del tempio funerario della sovrana; essa ha un unico dipinto, rimasto incompiuto che mostra, sul soffitto, le ore della notte e le costellazioni del cielo notturno.
Il graffito che riproduce un amplesso con una donna dall’acconciatura regaleL’entrata della tombaSenenmut ritratto nella tomba TT71
Il soffitto astronomico
Ostracon in calcare con disegno di una testa e proporzioni per il disegno. Insieme ad altri tre Ostracon, è stato ritrovato sotto la tomba/deposito T T 71 e si considera ritragga lo stesso Senenmut. Dimensioni: 18 x 8 cm circa. Attualmente al Metropitan Museum di New York.
Le statue a cubo di Senenmut e della principessa Neferura
Da Karnak, corte della cachette XVIII Dinastia, Granito grigio, altezza 130 cm. Il Cairo, Museo Egizio.
Senenmut rivestì molte cariche, fra cui quella del tutore della figlia di Hatshepsut e di Tuthmosis II, la principessa Neferura.
In queste statue che si rifanno ai modelli delle statue a cubo del Medio Regno, della principessa emerge la testa, fra le braccia del tutore.
Neferura ha spesso il dito alla bocca e la treccia della fanciullezza, segni della sua età
Ägyptisches Museum di Berlino, N.I. 2296
LA TOMBA TT353
Gli elementi decorativi della camera sono il soffitto astronomico, che è stato illustrato più sopra, e una stele falsa-porta sulla parete ovest, ovvero di fronte all’entrata, simile a quella trovata nella tomba TT71.
Nel piccolo riquadro centrale, in entrambe le false-porte, una scena di banchetto funebre mostra Senenmut ed i suoi genitori.
Falsa-porta della tomba TT71
La scena è pressoché identica, Senenmut è seduto tra i suoi genitori, dietro a lui suo padre che l’abbraccia e davanti a lui sua madre che tiene un fiore di loto in mano e davanti al naso del figlio.
Fonte : Nico Pollone.
Nota di Nico Pollone
In questa rappresentazione scultorea il tema cambia, Senenmut è rappresentato inginocchiato mentre sorregge un rotolo di corda. La corda è identificata come “nwH” ovvero alla lettera, “bastone di corda”, misura o corda di agrimensura (misurazione della superficie e dimensione dei terreni) della lunghezza di 100 cubiti (52,30 metri). Questa era evidentemente un’altra mansione di Senenmut per misurare la produzione del grano nei campi per valutare la quantità del raccolto e/o l’ammontare di affitto che doveva essere pagato presumibilmente a l tempio. Emergente fuori dal rotolo di corda a forma di gomitolo, più cilindrico che sferico, è una piccola testa umana, non della stessa qualità artistica del resto della statua, sormontata da un piccolo ureus a sua volta con il disco solare di Hathor sopra . La corda è appoggiata su una base rettangolare quasi cubica, che a sua volta poggia su base-piedestallo più grande rettangolare con gli angoli frontali arrotondati. Il contorno della base conteneva iscrizioni che sono state eliminate.
Anche se la statua sembra essere intatta, a parte il danneggiamento del naso, e la parte destra dello schienale, si evidenziano e ipotizzano modifiche intriganti. Per primo, la testa umana che sormonta la corda ha sostituito la testa di un ariete adornata con un ureus cornuto e disco solare che erano l’emblema solito per tali oggetti. L’ariete era un simbolo potente di Amun-Re, che avrebbe avuto qui il suo ruolo come Dio di Misurazione. Che l’ariete originale sia stato sostituito suggerisce che fu distrutto durante il regno di Akhenaten (r. 1349 – 1336 A.C.), quando i nomi ed immagini della triade Tebana (Amon-Re, Mut, e Khonsu) furono proscritte ufficialmente e rimosse dai monumenti esistenti.
Parigi, Museo del Louvre
Fonte: Enciclopedia Egitto della Fabbri Editori curata da Maurizio Damiano. Cristiane Desroches Noblecourt La regina Misteriosa. Bob Brier, Was Senenmut Queen Hatshepsut ‘s Secret Lover?
Tra le meraviglie scoperte presso il laboratorio di Tuthmose ad Amarna, tutti ricordano una statuetta in calcare rappresentante Nefertiti in età avanzata, h. 40 cm, oggi conservata all’Ägyptisches Museum di Berlino. La statuetta fu trovata nel 1920 in diversi pezzi che furono ricomposti ed in parte ricostruiti.
La regina indossa il copricapo a cuffia dove originariamente era presente un ureo, le cui spire sono ancora visibili, e che probabilmente era realizzato in metallo. Ai suoi piedi dei sandali di foggia simile a quelli trovati nella mummia di Tutankhamon, tra gli altri. Alle orecchie degli orecchini a disco. Un abito aderente trasparente (riconoscibile solo dalle maniche) e probabilmente uno scialle completa l’abbigliamento della regina .Il suo volto, benché incompiuto, mostra i segni dell’età. È ancora una bellissima donna ma le rughe ai lati della bocca le conferiscono un aspetto un po’ duro, che ricorda i ritratti della regina Tiye.
Il fisico mostra i segni delle varie gravidanze: i seni non più turgidi, il ventre pronunciato rendono l’immagine di una donna non più giovane anche se non vecchia. Esistono altre rappresentazioni di Nefertiti non più giovane: una è la placca Wilbour, conservata al Brooklyn Museum di New York dove Nefertiti è rappresentata con Akhenaton; l’altra è il ritratto di Nefertiti sul sarcofago fatto scolpire da Akhenaton per la regina Tiye ad Amarna (allora Nefertiti aveva circa 40 anni).Per quale motivo la più bella delle regine fu rappresentata con i segni dell’età? Forse, in quanto correggente, sempre che questa ipotesi sia confermata, la regina doveva apparire come una donna saggia, come già avvenuto per la regina Tiye che forse allora era già deceduta. Questo spiegherebbe il ritratto sul sarcofago della regina Tiye. Una bellezza che tuttavia neanche l’età è riuscita a scalfire.
Statuetta di Nefertiti, calcare, h. 40 cm., 1350 a.C. Circa, fine XVIII Dinastia, Ägyptisches Museum di Berlino
Fonti principali: Arnold, Dorothea, The workshop of the Sculptor Thutmose, the MET “Standing Figure of Nefertiti”. The Joy of Museums.
Placca Wilbour, Brooklyn Museum
Ricostruzione del sarcofago della regina Tiye ad Amarna, Maarten J. Raven
La Stele del Sogno, copia d’epoca del disegno originale di SaltLa scoperta del Tempietto di Thutmosis e della Stele del Sogno
È una stele di granito, alta circa 3.6 metri, che formava un tempo la porta di ingresso ad un piccolo tempio a cielo aperto edificato da Thutmosis IV tra le zampe della Sfinge.
Riporta inciso il resoconto di un sogno dello stesso Thutmosis in cui la Sfinge gli promette il trono d’Egitto se la disseppellirà dalla sabbia (“la sabbia mi è nemica”).
L’interpretazione più comune della stele è che Thutmosis non fosse l’erede designato al trono, e che abbia eliminato, uccidendoli o mettendoli in disgrazia, almeno due fratelli (ritratti in altri frammenti ora perduti) giustificando a posteriori il fatto con questo “segno” divino.
Non fu il primo e sicuramente non l’ultimo.
IL TESTO DELLA STELE DEL SOGNO
LUNETTA SUPERIORE
Colonna centrale: Parole dette: ” sia fatto che appaia Menkheperurê sul trono di Geb e (che)(Thotmes, brilli di apparizioni), nella funzione di Aton”
A sinistra sopra alla sfinge: Harmachis, dice: ” sia data vita e potere al padrone delle due terre (Thotmes, brillante di apparizioni ).
A sinistra davanti al re: Il re dell’Alto e Basso Egitto, signore delle due terre , Menkheperura (le trasformazioni di Ra sono stabili) (Thotmes, brillante di apparizioni) che sia dotato di vita , di stabilità e di potere come Ra. [salutare (con) il vaso nemset] ??
A destra sopra alla sfinge: Harmachis dice: sia data la forza al padrone delle due terre Thotmes, brillante di apparizioni
A destra davanti al re: Il re dell’Alto e Basso Egitto <Menkheperura> che sia dotato di vita. Fa un incensamento e una libagione.
TESTO COMPLESSIVO REGISTRO INFERIORE
Linea 1 – Il primo anno di regno, terzo mese di Akhet, diciannovesimo giorno, sotto la Maestà dell’ Horus, “toro possente, completo di apparizioni ” quello delle due signore, ” Quello di cui la monarchia è stabile come Aton ” Horus d’ oro, ” Quello di cui la forza è possente, che respinge i nove Archi “, il re dell’ Alto e Basso Egitto, <Menkheperura> figlio di Ra , (il sorgere di Thot, nato dalle apparizioni), amato [da Harmachis] , doni vita, stabilità e potere, come Ra , eternamente
Linea 2 – Che viva il dio perfetto, figlio di Aton, protettore di Harakhty, l’immagine vivente del maestro universale, il sovrano che Ra ha fatto, l’erede eccellente di Khepri, dal bel viso come il sovrano, suo padre, colui che esce completo ed attrezzato dalle sue manifestazioni di Horus sulla testa , il re dell’alto e basso Egitto ,[amato] dal dio, [il padrone] della grazia vicino all’ Ennéade, colui che purifica Héliopolis
Linea 3 – che soddisfa Ra, che rende eccellente il castello di Ptah, qui offro Maât e Aton, che lo presente per: colui-che-è-a-sud-del-suo-Muro, ? che fa dei monumenti in quanto offerte giornaliere per il dio che ha creato tutto ciò che esiste, qui ricerca le cose utili per i dei dell’ Alto e Basso Egitto, che costruisce i loro tempi in pietra bianca, che rende eccellenti tutte le loro offerte, il figlio di Aton e del suo corpo, (il sorgere di Thot, nato dalle apparizioni) come Ra.
Linea 4 – L’erede di Horus, che è sul suo trono, <Menkheperura> doni di vita. Sua Maestà era un bambino come Horus, (quando era) bambino in Chemmis. La sua bellezza era come (quella di colui) che è il protettore di suo padre e la vista di lui è come (quella del), dio stesso. L’armata giubila per amore suo. Il bambino reale e tutti i dignitari che erano sotto il suo potere facevano prosperare
Linea 5 – la sua forza, e dopo che aveva ricominciato il giro (?) la sua forza era come (quella del) figlio della notte. Egli si occupa, divertendosi, del deserto di Memphis, sui suoi lati Sud e Nord, lanciando delle frecce su un bersaglio di rame, cacciando i leoni e gli animali selvaggi. Correndo sul suo carro il suo attacco era più veloce
Linea 6 – del vento, con un solo dei suoi servitori, senza che nessuno lo sapesse. Questo è mentre accadeva nel momento di dare del riposo ai suoi servitori al (témenos) di Harmachis ??, accanto a Sokar in Ra-Setau, di Reneutet in Tamut (che) è nella necropoli, del Mosto del Nord (?) , la dama della muraglia del Sud, Sekhmet
Linea 7 – che è alla testa di Khas, di Seth e di Heka, la sede del posto consacrato la prima volta, nella vicinanze dei padroni di Kha-uat e della strada divina degli dei fino all’orizzonte occidentale di Héliopolis. Una grande statua di Khépri era posta in questo luogo, grande di potere e di prestigio sacro. L’ombra di Ra si posa su lei. È a lei che venivano i quartieri di Memphis e di ogni città che era nelle sue vicinanze, (con) le braccia in adorazione davanti a lei
Linea 8 – portando numerose offerte per il suo ka. Uno di questi giorni era accadde che il figlio reale, Thotmes, andò a passeggiare all’ ora di mezzogiorno ed egli si sedette all’ombra di questo grande dio.Il sonno ed il sogno si impossessarono di lui nel momento in cui Ra era allo zenit;
Linea 9 – trovò la maestà, e questo dio venerabile parlò con la sua propria bocca, come un padre parla a suo figlio: “Guardami, contemplami, figlio mio, Thotmes, io sono tuo padre, Harmachis-Khepri-Ra-Aton . ti darò il mio regno—-
Linea 10 – ———————-Tu porterai la corona bianca e la corona rossa sul trono di Geb, il principe.La terra ti apparterrà nella sua lunghezza e nella sua larghezza, (così che) illumini l’occhio del padrone universale. Le provviste dell’interno delle due terre saranno tue (come) i prodotti abbondanti di ognipaese straniero per un tempo di numerosi anni. Il mio viso è a te, il mio cuore è a te, tu sei a me
Linea 11 – —————–la sabbia del deserto su cui mi trovo si avvicina verso me ,e mi devo affrettare aconfidarti il compimento di ciò che è nel mio cuore, perché so che tu sei mio figlio ed il mio protettore. Avvicinati, vedi, sono con te, io sono ————-
Linea 12 – [egli aveva sentito] ciò—————fino a che non avesse compreso le parole del dio, egli pose il silenzio nel suo cuore———–della città, e dedichiamo delle offerte a questo dio———–
Linea 13 – ————–[Chèfren] una statua fatta per Aton Harmachis———
Il vocabolo greco Theogamia vuol dire letteralmente “divino matrimonio” e indica l’unione fra un dio e una mortale. Frutto di tale unione era l’erede al trono, di pura essenza divina. Questo espediente fu utilizzato inizialmente per giustificare la legittimità del sovrano, e l’esempio più antico noto è quello della “profezia” riportata dal “Papiro Westcar, il cui scopo era quello di giustificare il cambiamento di dinastia: la moglie di un sacerdote di Heliopolis fu visitata dal dio Ra da cui ebbe tre figli, che divennero i primi tre sovrani della V dinastia. La Theogamia divenne poi una formula politico-religiosa che alcuni sovrani della XVIII e XIX dinastia adottarono per affermare, tramite la filiazione divina, la propria legittimità o per confermare il potere; questi casi celebri di Theogamia sono quelli di Hatshepsut, di Amenhotep III e di Rameses II, riportati su monumenti. Quanto ai faraoni, mariti terreni delle madri in questione, essi erano già defunti quando le scene vennero create.A Deir El Bahari, il tempio di Hatshepsut. A Luxor, tempio di Amon, è rappresentata la “Sala della nascita divina di Amenhotep III. Il Ramesseum, dove Rameses II adottò la theogamia per affermare la sua legittimità.
Fonte : Dizionario Enciclopedico dell’antico Egitto e delle civiltà Nubia e di Maurizio Damiano – Appia.
Figlio di Tuthmosis II e di una sposa secondaria di nome Aset, salì al trono giovanissimo, ancora bambino.
Il suo regno si può suddividere in tre fasi: la prima lo vide, fanciullo, sotto la custodia di Hatshepsut. La seconda, lo vide già adulto come correggete con Hatshepsut. La terza fase ebbe inizio il decimo giorno del secondo mese (della stagione) di peret, nell’anno ventiduesima del faraone, (di Hatshepsut, dato che contavano assieme gli anni di regno), e Tuthmosis divenne sovrano unico.
Dal momento in cui il il re iniziò a reggere da solo il paese, partì per le sue campagne militari, che furono la caratteristica del suo regno. Troviamo segni del sovrano dalla Nubia all’Asia .La prima campagna vide svolgersi la celebre battaglia di Megiddo, vinta dagli egizi. Il re continuò la conquista verso il nord, si spinse fino all’attuale Libano, dove si scontrò, per la prima volta, con i Mitanni.
Sotto il regno di Tuthmosis e Hatshepsut, l’arte fece dei passi da gigante in tutti i campi: le numerose statue e rilievi sono di rara bellezza. In campo architettonico si ricordano le costruzioni di Karnak, prima fa tutte è l’Akhmenu, una grandiosa sala delle feste costruita alle spalle del santuario di Amon, a Tebe Ovest, fece costruire per sé un tempio chiamato Heneqet-ankh, e modificò a Deir El Bahari il Kha-Akhet di Hatshepsut. Nel resto del paese il suo nome si trova a Heliopolis, a Elefantina.
Il sovrano ebbe varie spose, fra cui la “Grande Sposa Reale” Merytre -Hatshepsut, madre di Amenhotep II, che successe al padre.
Il suo regno durò in totale cinquantaquattro anno. Alla morte fu sepolto nella tomba, che si era fatto costruire, nella Valle dei Re. La tomba KV 34, che è una delle più eleganti della valle, è incompiuta: una sala funeraria e un sarcofago a forma di cartiglio. Le pareti sono decorate con le scene e le iscrizioni del Libro dell’Amduat.
Il corpo fu poi trasferito nella cachette di Deir El Bahari.
Fonte: Dizionario Enciclopedico dell’antico Egitto e delle civiltà Nubia e di Maurizio Damiano – Appia.
La gravidanza e il parto, allora come oggi, erano un momento molto delicato nella vita delle donne. Proprio per questi, oltre a prestare cure particolari si cercava di assicurare una protezione speciale, aggiuntiva, alle future madri dotandole di amuleti specifici per l’occasione raffiguranti il dio Bes, che allontanava gli spiriti maligni, oppure una gatta con i suoi cuccioli, immagine stessa della maternità, e infine la dea Toeris. Porre un pezzo di vestito della donna incinta all’interno di una statua cava della dea, ad esempio, avrebbe evitato un parto difficile, eventualità da scongiurare il più possibile, visto l’alto tasso di mortalità. Sul papiro medico di Berlino è descritto un test di gravidanza e il metodo per sapere il sesso del nascituro :”. Metodo per riconoscere se una donna è incinta o no: mettere orzo e grano in due sacchi di tela che la donna bagnerà con la propria urina ogni giorno, mettere allo stesso modo due sacchi con sabbia e datteri. Se germoglierà per primo l’orzo sarà maschio, se germoglierà per primo il grano sarà femmina; se non germoglieranno non partorirà”. Il parto seguiva un rituale stabilito: la donna sedeva su una sedia da travaglio, detta meskhen, ad aiutarla vi erano le levatrici, dato che gli uomini erano esclusi, che impersonavano le dee Nefti, Heket e Iside.Durante il travaglio, la gestante pregava il dio vasaio Khnum, che presiedeva al parto. La placenta veniva conservata, perché ritenuta capace di curare le malattie del neonato, per favorirne l’espulsione, la donna si sedeva sopra un tampone imbevuto di segatura di abete e feccia. Alla partoriente e al bambino venivano donati amuleti, spesso statuette votive che avevano le sembianze delle dee protettrice del parto.
Fonte: sito Museo Archeologico Nazionale di Firenze. ‘Magia e Iniziazione nell’ Egitto dei faraoni, Rene’ Lachaud.
Un pezzo curioso e affascinante come questo ha bisogno forse di una piccola spiegazione: è stato trovato nell’annesso della tomba di Tutankhamon, probabilmente assieme ai vasi di profumo che vi si trovavano o nell’anticamera, assieme a frammenti del piatto. E’ costituito da una scodella, poggiata su una base circolare, che rappresenta un nido. Sia il nido che la base sono realizzati in calcite (alabastro), così come le quattro uova. Il pulcino è di legno, dipinto in un colore marrone chiaro con dettagli in nero tra cui le piume. La sua lingua è realizzata in avorio tinto di rosa. Il piccolo nato è appena emerso dal suo uovo e si estende, provando a sbattere le sue piccole ali. C’è forse un riferimento ai sentimenti di Amarna sulla natura, espressi nel grande inno ad Aton? (“Quando il pulcino nell’uovo parla contro il guscio, tu gli dai dentro dell’aria per farlo vivere. Quando l’hai completato dentro l’uovo perché possa spezzarlo, esce dall’uovo per parlare e completarsi e cammina sui suoi piedi”)
Questa magnifica statua in granito, oggi conservata al museo del Cairo, è alta 2,52 m e rappresenta il dio Khonsu con le fattezze di Tutankhamon, anche se inizialmente gli studiosi ritennero trattarsi di Horemheb. Essa venne alla luce in pezzi alla fine del XIX secolo sotto la pavimentazione del tempio che Ramses III dedicò alla triade tebana formata da Amon, Mut e Khonsu nell’area del recinto di Amon a Karnak, e probabilmente arredava un santuario preesistente costruito o abbellito da Tutankhamon.
Il dio è in piedi, ha forma vagamente mummiforme e tratti infantili; dal copricapo decorato con un ureo fuoriesce la treccia laterale. Egli porta la barba posticcia, un ampio collare ousehk ed una collana spessa dotata di contrappeso, rigata nella parte centrale e costituita nel resto da una fila di perle rotonde. Le braccia sono incrociate sotto il petto e le mani sovrapposte stringono oltre al flagello ed allo scettro uncinato un lungo scettro formato dai segni ouas, ankh e djed.
La base, arrotondata nella parte anteriore, e il pilastro dorsale non recano alcuna iscrizione
Il Nome di Horo: È la forma più antica del nome di un faraone, speso racchiusa nel serekh, una sorta di “scudo araldico” che rappresenta la facciata di un palazzo: Useret kau: Potente di Ka
Il Nome Nebty: le Due Signore, ovvero le due divinità araldiche Nekhbet e Wadjet, che rappresentano rispettivamente l’Alto e il Basso Egitto: Wadjet renput: Fiorente di anni
Il Nome Horo d’Oro: l’oro era fortemente associato all’eternità ma il significato di questo titolo è controverso: Netjeret kau: di Apparenza Divina
Il Nome del Trono (o prenomen): pronunciato al momento dell’incoronazione e scritto all’interno di un cartiglio: Ma’at ka Ra: La Verità è il ka di Ra
Il Nome di Nascita (o nomen): il nome attribuito alla nascita, anch’esso riportato in un cartiglio: Henemet Amon Hatshepsut: Colei che Amon abbraccia, la prima fra le Nobili Dame
Difficile pensare che “la prima fra le Nobili Dame” sia un nome adeguato per un re, teologicamente identificato come principio maschile. Tuttavia il fatto stesso che Hatshepsut non cambiò mai il suo può fornire una prova evidente della forte resistenza alla modifica del nome di nascita. Una resistenza che non fu mai spezzata prima di Akhenaton (nato Amenhotep) . . .